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La protesta di Priorità alla scuola

La protesta di Priorità alla scuola

Studenti, insegnanti e genitori in presidio da Zaia: «Riapra le scuole»

Venerdì 15 gennaio la mobilitazione davanti alla sede della Protezione civile di Marghera durante il punto stampa sull'emergenza Covid: «Zaia ritiri l'ordinanza regionale»

Venerdì 15 gennaio genitori, docenti, studenti, personale Ata, educatori ed educatrici del comitato "Priorità alla Scuola Veneto" hanno dato vita ad un presidio davanti alla sede della Protezione civile di Marghera per chiedere la riapertura in sicurezza delle scuole.

I manifestanti hanno annunciato che si troveranno in presidio tutti i venerdì del mese, in contemporanea con la consueta conferenza stampa del presidente della regione Luca Zaia, per chiedere l’immediato ritiro dell’ordinanza regionale che rimanda al 1º febbraio l’apertura delle scuole secondarie di secondo grado e che questo ulteriore tempo negato alla scuola sia utilizzato per permettere l'effettivo rientro in sicurezza il prima possibile. «I piani per la ripartenza - spiegano i manifestanti - sono pronti già da tempo nelle scuole per garantire la ripresa delle lezioni a una consistente percentuale degli studenti veneti; a fronte di questo nulla si è mosso dalla regione e nessuna proposta seria è stata avanzata dall'assessore Donazzan. È necessario innanzitutto approntare subito un capillare screening sanitario per tutta la popolazione scolastica a cui associare la vaccinazione dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola, inserendo il personale fragile nella fase 1 dell'agenda vaccinale. È necessario riformulare un piano dei trasporti efficace, che consenta a tutti di raggiungere gli istituti in sicurezza. Fondamentale la presenza di personale sanitario e psicologico in sostegno degli studenti e delle studentesse, per contrastare le gravi conseguenze dell'isolamento di questi mesi. La medicina scolastica deve essere intesa come presidio di salute territoriale e spazio di educazione alla salute. È necessario, infine, tornare a garantire l'inclusione degli alunni e delle alunne Bes, cessando immediatamente il loro isolamento in istituti scolastici deserti» spiegano i manifestanti. Le azioni improrogabili per permettere la riapertura delle scuole sono state per lungo tempo disattese, ora è tempo di rimettere la scuola al centro dei pensieri della politica con adeguati investimenti (anche strutturali) e piani concreti a breve e a lungo termine.

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Di queste richieste, genitori, insegnanti, studenti e studentesse hanno potuto parlare questa mattina con la direttrice del Servizio di prevenzione della Regione, la dottoressa Russo, la quale senza sbilanciarsi e anzi, rivendicando di fatto l’ottimo lavoro fatto fin qui, si è presa in carico le richieste del comitato "Priorità alla Scuola" che ora si attende risposte concrete. Il comitato Priorità alla Scuola Veneto chiede inoltre, anche attraverso una lettera consegnata questa mattina anche alla stessa dottoressa Russo, di essere ricevuto quanto prima dal presidente Zaia e dagli assessori De Berti, Lanzarin e Donazzan per ottenere un confronto e un impegno concreto da parte della Regione. «Non è più tempo di procrastinare, è giunta l'ora di chiudere gli schermi e di riaprire le scuole» concludono.

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