Portato a processo dalla vicina, cameriere assolto grazie a Google Maps

Rocambolesca vicenda giudiziaria tra un cameriere di 38 anni e la sua vicina cinquantenne. Il giovane era stato accusato di aver danneggiato l'auto della donna ma è stato scagionato

Si è risolta in modo a dir poco rocambolesco la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolti un cameriere di 38 anni e una signora cinquantenne, vicini di casa a Quinto di Treviso. Tra i due non si erano mai instaurati rapporti di buon vicinato e, di recente, il cameriere aveva deciso di traslocare in una nuova abitazione.

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Come riportato da "Il Gazzettino di Treviso" però, pochi giorni dopo il trasferimento, al trentottenne è arrivata una lettera del tribunale che lo informava del fatto che la sua ex-vicina lo aveva accusato di danneggiamenti e violazione di domicilio. I fatti, secondo la donna, risalivano a dodici mesi prima della convocazione in tribunale. La cinquantenne accusava il cameriere di averle rovinato la vita, costringendola a vivere barricata in casa con un profondo stress psicologico. In particolare, stando sempre alle accuse della vicina, il cameriere la sera del 29 marzo 2016 si sarebbe introdotto nel suo giardino e le avrebbe rotto lo specchietto dell'auto prendendolo a calci. Arrivati in tribunale il colpo di scena: l'accusa aveva chiesto una pena di un anno di reclusione per il cameriere ma l'accusato racconta agli avvocati che quella sera era andato in discoteca e non poteva quindi trovarsi nel giardino della vicina. Il problema è che non aveva prove per dimostrarlo. I suoi legali, a quel punto, hanno avuto la brillante idea di ricorrere alla geolocalizzazione del suo account Gmail ed è venuto fuori che il trentottenne si trovava davvero alla Baita al Lago di Castelfranco nel momento in cui sarebbero dovuti avvenire i fatti. Così, anche se con la formula dubitativa dell’ex insufficienza di prove, il cameriere è stato assolto perché il fatto non sussiste. 

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