Il procione Remigio viene allontanato da casa: i padroni fanno ricorso

Sta facendo discutere a livello nazionale la storia del procione di proprietà dell'opitergino Roberto Dametto sequestrato dai carabinieri perché ritenuto "specie pericolosa"

Il procione Remigio nella sua gabbia (Foto tratta da Repubblica.it)

Ha seguito le indicazioni del ministero dell'Ambiente denunciando l'orsetto lavatore che teneva in casa ma i carabinieri, applicando una legge del 1996, lo hanno denunciato per detenzione di specie pericolose sequestrando l'animale e portandolo in un centro specializzato.

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E' l'assurda vicenda capitata al procione Remigio, animale di proprietà dell'imprenditore opitergino Roberto Dametto, oggi residente a San Stino di Livenza, nel Veneziano. Nei giorni scorsi la vicenda era balzata all'attenzione dei media nazionali ed era stata segnalata anche dal Governatore del Veneto, Luca Zaia, per l'assurda applicazione di un cavillo legale che aveva sottratto Remigio ai suoi padroni. Come riportato da "La Tribuna di Treviso" l'imprenditore Roberto Dametto, oltre a essersi visto portare via l'amato procione, è stato anche multato con un'ammenda di ben 750 euro. Secondo una normativa del 1996 il procione rientra tra le specie pericolose che non si possono tenere in casa in quanto portatore sano di rabbia e leptospirosi. Dametto aveva denunciato la presenza dell'animale convinto che non ci sarebbero stati problemi ma, mentre si trovava all'estero per lavoro, i carabinieri del Cites hanno sequestrato la gabbia con all'interno il procione diventato in questi giorni una vera e propria star del web. Oggi il legale della famiglia Dametto presenterà l'opposizione al decreto penale di condanna dopo la decisione del tribunale di Pordenone di rigettare la richiesta di dissequestro del procione. Dametto non molla e sarebbe pronto a presentare un ricorso anche all'Unione Europea nella speranza di poter rivedere il suo amato procione.

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