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“Pronto Intervento Sociale”: per Volontarinsieme Treviso serve più coordinamento sul territorio

L’organizzazione di rappresentanza del Volontariato trevigiano scrive all’ULSS 2 e alla Conferenza dei Sindaci per chiedere maggiore sinergia sul fronte del trasporto e dell’assistenza alle fasce più deboli

Trasporto sociale e assistenza alle persone con fragilità e non autosufficienti. Servizi sempre più indispensabili soprattutto in questa fase pandemica che per Volontarinsieme Treviso devono essere oggetto di un maggiore coordinamento sul territorio. A seguito dell’annunciato avvio del progetto “Emergenza Covid-19. Pronto intervento sociale”, nato dall’intesa tra Ulss 2 e la Conferenza dei Sindaci, l’Ente che nella provincia di Treviso rappresenta oltre 300 organizzazioni del terzo settore si rivolge ai soggetti promotori dell’iniziativa. Un appello affinché energie e competenze già in campo da anni non vengano disperse. Alberto Franceschini, Presidente Volontarinsieme Treviso: “Un’occasione persa per riconoscere l’essenziale contributo offerto dal Volontariato e rafforzare il sistema integrato del welfare territoriale”.

Volontarinsieme Treviso scrive all’ULSS 2 Marca Trevigiana e alla Conferenza dei Sindaci in merito all’annunciato avvio del progetto “Emergenza Covid-19. Pronto Intervento Sociale” che prevede di destinare attività di assistenza e servizi di trasporto sociale alle famiglie trevigiane. Un’iniziativa, finanziata con 20mila euro, che interverrà in settori nei quali il Volontariato in provincia di Treviso è già impegnato da anni con esperienze, competenze e capacità che avrebbero potuto essere messe a disposizione di un maggior numero di persone in difficoltà tramite una pianificazione concertata.

È il caso di “Stacco Treviso”, progetto di trasporto sociale avviato nel 2014 e oggi attivo in 73 comuni della Marca, per il quale Volontarinsieme Treviso ha richiesto più volte un maggiore sostegno. Di anno in anno è infatti aumentato il numero di cittadini che hanno contattato il numero verde 800 685090 di “Stacco Treviso”: dalle 987 persone del 2019 alle oltre 1.400 del 2020. Un progetto che evidentemente ha saputo intercettare i bisogni e che continua a offrire risposte alle fragilità sempre più diffuse nel territorio. Richieste crescenti che nel solo 2020 hanno visto aumentare parallelamente gli interventi, molto al di sopra di quanto sostenibile con lo stanziamento regionale di 105mila euro, portando il Volontariato trevigiano a finanziare ulteriormente il servizio con un contribuito integrativo di 43mila euro.

«A fronte di un quadro socio-sanitario sempre più critico, nonché della sempre maggiore richiesta di assistenza, in particolare legata alla popolazione anziana, abbiamo ripetutamente espresso la necessità di un maggiore sostegno per implementare importanti esperienze già ampiamente collaudate, come quella di “Stacco Treviso” » afferma Alberto Franceschini, Presidente Volontarinsieme Treviso. «Al contrario, vediamo ora la nascita di un nuovo progetto non solo completamente svincolato dalle iniziative già in campo, ma anche con una dotazione finanziaria talmente esigua da far temere che risorse e competenze possano andare inutilmente disperse. È in queste occasioni – continua Franceschini – che il valore della rete dovrebbe trovare la sua più ampia espressione. Spiace constatare, invece, come sia stata persa un’occasione per riconoscere l’essenziale contributo offerto dal Volontariato e rafforzare il sistema integrato del welfare territoriale».

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