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Prosecco e sostenibilità ambientale: «Zaia si assuma le sue responsabilità»

Nuovo attacco del consigliere Andrea Zanoni dopo le dichiarazioni del presidente del Veneto che a Godega aveva promesso di bloccare altri 1.200 ettari di glera nel Trevigiano

«Ricordo a Zaia che è lui il presidente del Veneto. E' inutile che continui a dispensare consigli senza prendere decisioni vincolanti. Non può lasciare la gestione del territorio esclusivamente in mano ai Consorzi del Prosecco».

Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico replica alle affermazioni del governatore, intervenuto a Godega al convegno sul Prosecco, dove ha ‘promesso’ che non autorizzerà ulteriori 1.200 ettari di glera in provincia di Treviso. «Chiude la stalla quando i buoi sono scappati, visto che il paesaggio della Marca è già stato modificato da questa monocoltura, che ha mangiato decine di ettari di boschi e prati stabili spesso con imponenti sbancamenti. Ma gli effetti collaterali sono molteplici: più inquinamento delle falde e dei corsi d’acqua a causa dell’aumento dell’uso di pesticidi, così come confermato da dati ufficiali, maggior consumo di suolo, perdita della biodiversità e scomparsa di molte specie di uccelli. In provincia di Treviso - sottolinea Zanoni - ci sono 40mila ettari a vite, in tutto il Veneto quasi un terzo è ormai destinato alla glera, con 34.200 ettari su 94.400 totali. È evidente come il settore sia ormai saturo, il vino ha un giro di affari in Italia tra i cinque e i sei miliardi di euro l’anno, solo il Prosecco Doc ‘vale’ quasi 2,4 miliardi, nel 2018 c’è stato un incremento del valore complessivo delle vendite al consumo del 13,4% e del valore a bottiglia del +6,9%.

Ma con questo ritmo potrebbe essere una bolla destinata a scoppiare, grazie anche ai cospicui finanziamenti della Giunta Zaia che in meno di un anno ha stanziato per il settore decine di milioni alimentando la corsa al Prosecco. Che ha portato a casi limite incredibili nel Trevigiano: dal taglio dei filari di cipressi dedicati ai caduti della Prima guerra mondiale a Vidor alla richiesta di coltivare addirittura nell’area della necropoli romana ancora a Vidor, alla realizzazione di un vigneto confinante con un asilo nido a San Giacomo o di uno da 175.000 metri quadri in un’area esondabile a Follina. Oltre allo spreco alimentare dello scorso anno per la sovrapproduzione di uva distrutta direttamente sul posto dalle macchine raccoglitrici. Sovrapproduzione che ha portato anche a decine di sversamenti illegali di refluo nei corsi d’acqua, con inquinamento di fiumi e torrenti, moria di migliaia di pesci e distruzione della flora fluviale». Il consigliere democratico, insistendo sulla sostenibilità ambientale, torna a chiamare in causa direttamente Zaia: «Un presidente di Regione non può dire ai Consorzi che prima o poi dovranno affrontare questo tema. Spetta a lui mettere paletti, stabilire regole e sanzionare chi sgarra. È inutile dire ‘il futuro è nel biologico’ quando poi non fa niente in concreto, se non affidarsi alla sensibilità personale dei viticoltori. Si assuma, una volta tanto, le proprie responsabilità». 

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