Lavoratori della Geox manifestano davanti all'azienda: «Vogliamo rispetto»

Stipendi arretrati e condizioni di lavoro disumane. Questi i motivi che hanno spinto la sigla sindacale Adl Cobas a organizzare una manifestazione di protesta a Signoressa e Biadene

La protesta davanti agli uffici di Biadene (Foto di Giulio Guarini)

Si sono dati appuntamento di prima mattina davanti ai cancelli della Geox di Signoressa. I lavoratori della sigla sindacale Adl Cobas hanno deciso di scendere in strada e dare vita a uno sciopero in programma per l'intera giornata di giovedì 7 marzo davanti ai cancelli dell'azienda.

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«Da anni rivendichiamo miglioramenti delle condizioni di lavoro, come l'introduzione del buono mensa e i passaggi di livello basati sull'anzianità. Vogliamo che Geox si assuma la responsabilità di risolvere questo problema al più presto» hanno dichiarato i tanti lavoratori scesi in strada durante la mattinata. Dopo una prima protesta partita davanti allo stabilimento di Signoressa, i dipendenti si sono spostati fuori dai cancelli degli uffici Geox di Biadene. Monitorati a vista dalle forze dell'ordine, hanno intonato slogan e messaggi di protesta per tutta la mattinata sollevando la curiosità di molti passanti e residenti. «Vogliamo che Geox si assuma la responsabilità della situazione nei suoi magazzini. Non vogliamo parlare con intermediari, vogliamo che Geox venga a parlare con noi!» hanno continuato a sostenere durante la protesta. Nonostante qualche attimo di tensione non si sono registrati particolari scontri durante la protesta dei lavoratori che ora sperano di incontrare il prima possibile con i vertici dell'azienda trevigiana.

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