Ripartenza delle scuole, appello della Commissione Pari Opportunità della Provincia

In una missiva inviata ai sindaci alle aziende della Marca la presidente Antonella De Giusti e i consiglieri Stefania Sartori e Stefania Barbieri invitano ad accogliere le richieste dei vostri dipendenti in tema di flessibilità

Un mezzo della Mom di fronte alla sede della Provincia

«Vi chiediamo di porre consapevole attenzione nel potenziare le misure di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, come ad esempio la flessibilità oraria e lo smartworking, i congedi e i permessi, nelle vostre imprese e nell'accogliere le richieste dei vostri dipendenti».
Lo scrivono, in una lettera appello indirizzata alle aziende della Marca e ai Sindaci, la presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia Antonella De Giusti e i consiglieri provinciali Stefania Sartori e Stefania Barbieri, con delega alle pari opportunità e alla parità.

«Come ben sapete - scrivono - stiamo attraversando un periodo difficile dovuto a una pandemia che ci ha colti di sorpresa e impreparati. Purtroppo ad oggi in Veneto le vittime da Covid-19 sono 2120 e non sappiamo ancora cosa succederà nel prossimo futuro. Tutto ciò ci sta mettendo a dura prova dal lato umano, ma anche per la ripresa sociale ed economica in termini di contributi da mettere in campo».
«In questi frangenti - prosegue la lettera - è necessaria una leale collaborazione tra pubblico e privato per la soluzione dei problemi ora contingenti nel nostro territorio, in primis per dare risposta alla potenziale crescente richiesta di flessibilità oraria dei dipendenti conseguente alla ripartenza della scuola il 14 settembre prossimo e al concomitante nodo dei trasporti scolastici per il quale abbiamo chiesto agli amministratori locali l'impegno di trovare una soluzione. Il problema ci tocca da vicino perché molte donne lavoratrici, ma non solo, si troveranno a dividersi tra impegni di lavoro e impegni di famiglia, in questo caso accompagnare i figli minori a scuola in carenza di servizi».

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«Rinnoviamo quindi il nostro appello - mettono nero su bianco Sartori e Barbieri - perché, in questo momento, non vogliamo e non dobbiamo lasciare indietro nessuno, tantomeno le donne lavoratrici che, lo ricordiamo, sono a rischio per maggiori carichi di lavoro, possibile emarginazione lavorativa e nel peggiore dei casi perdita del posto di lavoro. Ne risentirebbe il nostro benessere familiare e sociale».

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