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La sede del Caf Cisl

La sede del Caf Cisl

Reddito e pensione di cittadinanza, solo 9 domande inviate dal Caf Cisl di Treviso

Alle 12.30 gli operatori avevano fissato 93 appuntamenti e inviato 5 domande, di cui una di pensione di cittadinanza. A fine giornata le domande inviate sono state solamente 9

Nessuna coda né intoppi agli sportelli Caf Cisl delle province di Treviso e Belluno nel primo giorno utile per la presentazione delle domande di reddito e pensione di cittadinanza. Gli accessi, sin dalle prime ore del mattino, sono stati pari o leggermente superiori alla media. Alle 12.30, gli operatori dei 15 sportelli Caf Cisl della Marca avevano fissato 93 appuntamenti e inviato 5 domande, di cui una di pensione di cittadinanza. Negli 8 sportelli della provincia di Belluno, sono stati fissati nell’arco della mattinata 16 appuntamenti e compilate e inviate telematicamente 2 domande. A fine giornata gli appuntamenti sono stati 171, 9 le domande inviate.

«La macchina organizzativa - spiega Antonio Miotto, responsabile del Caf Cisl Belluno Treviso - è stata potenziata per affrontare un eventuale afflusso elevato e ha funzionato alla perfezione. In molti si sono presentati senza Isee, quindi abbiamo fissato anche diversi appuntamenti per la compilazione di quel modello, necessario per la domanda di Reddito di cittadinanza, che, va ricordato, è un’autocertificazione. Siamo in grado di fissare gli appuntamenti in tempi utili per dare risposta a tutti i richiedenti entro il 31 marzo, in modo che i cittadini con i requisiti possano ottenere il beneficio già da fine aprile. Quel che è certo è che per ora non c’è stato nessun problema di code nelle sedi».

«Valutiamo positivamente - aggiunge Rudy Roffarè, segretario generale aggiunto della Cisl Belluno Treviso - il fatto che l’avvio del Reddito sia avvenuto senza intoppi o disguidi nel caricamento delle domande online, come invece accaduto tempo fa con le dimissioni telematiche. Fare delle valutazioni sulle dimensioni del fenomeno sarebbe però prematuro. Per noi l’aspetto più importante rimane comunque quello del sostegno e dell’accompagnamento al lavoro, con percorsi certi e offerte reali. Da questo punto di vista siamo preoccupati perché i navigator devono ancora essere assunti e formati».

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