Contagi nelle scuole, ecco le linee guida della Regione Veneto

Nel caso in cui uno studente manifesti sintomi compatibili con l'infezione Covid 19 verrà condotto in una apposita stanza isolata e sottoposto a test rapido. Se positivo scatterà il via al tracciamento. No alla chiusura automatica della classe

L'assessore alla Sanità del Veneto Manuela Lanzarin

Misurazione della febbre con termoscanner dai 0 ai 6 anni presso il plesso, per tutti gli altri la temperatura andrà presa a casa, secondo il "patto di corresponsabilità" firmato dalle famiglie con le scuole. E ancora: se presenta  sintomi da Covid lo studente viene isolato in una stanza ad hoc e sottoposto a tampone rapido, in caso di positività via alla ricerca diagnostica di tutti i contatti.
Sono queste alcune delle linee guido illustrate oggi, mercoledì 2 settembre, dall'assessore alla sanità del Veneto Manuela Lanzarin e diffuse alle Usl del Veneto.

Verranno individuate due figure, un addetto Sisp (Dipartimento di Sicurezza) e uno della scuola in ogni plesso scolastico, quest'ultima figura chiamata a interfacciarsi con l'incaricato Sisp. Nel caso in cui uno studente manifesti, nel corso della giornata, sintomi compatibili con l'infezione da Corona Virus verrà condotto in una apposita stanza isolata. Verranno chiamati i genitori e sarà allertato il pediatra o il medico di base e quindi si provvederà alla somministrazione del tampone rapido, che da risultati entro una decina di minuti. Se il test è negativo si seguirà il normale decorso e il pediatra o il medico di base si adopererà per compilare, successivamente alla avvenuta guarigione, il certificato di riammissione in classe.

Se invece il tampone darà esito positivo saranno tracciati tutti in contatti più prossimi della persona infetta. La classe non sarà automaticamente chiusa ma si eseguirà l'indagine diagnostica di compagni e professori. Sarà l'incaricato Sisp, sulla scorta dei risultati, a decidere se la classe dovrà essere momentaneamente sospesa oppure se, nei casi di infezione più gravi e diffusi, si debba adottare la chiusura dell'intera scuola.

"Una situazione quindi - ha sottolineato la Lorenzin - molto diversa da quella che aveva come oggetto le attività dei centri estivi, quando la presenza di un infetto comportava la sospensione di tutto il centro a scopo cautelativo". Sull'uso dei tamponi rapidi e non del tampone molecolare l'assessore ha ricordato che "i test condotti a Treviso dal professor Rigoli ha dimostrato che sono perfettamente sovrapponibili", stemprando così le polemiche sull'uso del test rapido.

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Intanto oggi il Comitato Tecnico Scientifico ha stabilito che in classe è ammesso soltanto l'utilizzo della mascherina chirurgica in quanto "usa e getta" e non delle mascherine in tela o altro tessuto.  

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