Regione Veneto, bozza per incarichi di funzione del comparto sanità

Fsi-Usae: la proposta non è condivisibile perchè non riconosce il valore professionale degli attuali coordinatori

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

TREVISO Questa la posizione emersa nella riunione dell’attivo regionale FSI USAE in preparazione del previsto incontro di domani 8 ottobre a livello regionale. Incontro presieduto dal Segretario Regionale Roberto Tosi e che ha visto anche la presenza del Segretario Generale, Bonazzi. “Riteniamo - afferma Tosi - che l’applicazione del nuovo istituto contrattuale per gli incarichi di coordinamento sia materia da trattare a livello aziendale e che la Regione debba invece, con un condivisibile indirizzo di governance, invitare le Aziende a contestualizzare tale impianto all’organizzazione in essere , già prevista dal PSSR e dalla L.R.19/16, confermandone quindi gli incarichi di coordinamento, fino a naturale scadenza dell’incarico. Condizione atta a riconoscere chi, con il proprio impegno, sta consentendo ogni giorno al Presidente Zaia di affermare che la Sanità Veneta è una eccellenza. E questo si deve sicuramente agli attuali Coordinatori che costituiscono sul campo il tessuto connettivo dell’organizzazione assistenziale a favore del cittadino”. Il Segretario Generale, Adamo Bonazzi, stigmatizzando la posizione della regione ha osservato che: “la posizione della FSI-USAE del veneto, anche se potrebbe sembrare in contradizione con una lettura superficiale delle norme dell’ultimo contratto collettivo nazionale di lavoro, tale posizione è compatibile e percorribile in una regione come il Veneto che, nell’ambito dell’ iter di rivisitazione della posizione di autonomia richiesta dalla Regione e dei vasti poteri richiesti al Governo centrale proprio sulla Sanità e sul personale. Ma il vero problema” - afferma Bonazzi – “è la stesura della norma contrattuale cosi come voluta dalle Regioni e accettata da CGIL,CISL e UIL. Noi da tempo abbiamo richiesto l’attivazione dell’area dei quadri che riconosca le funzioni e un adeguamento economico commisurato alle responsabilità del ruolo e su questo continueremo a batterci in tutti i tavoli istituzionali”.

Torna su
TrevisoToday è in caricamento