Pulizie al Ca' Foncello, l'azienda: «Nessun focolaio tra i nostri dipendenti»

Rekeep Spa sostiene che le dichiarazioni della Fisascat Cisl di Treviso siano false e infondate. «Dieci (e non 20) i dipendenti in quarantena. Solo tre lavoratori positivi al virus»

In foto l'ospedale Ca' Foncello di Treviso (Immagine d'archivio)

Rekeep Spa, azienda bolognese che si occupa della gestione delle pulizie all'ospedale Ca' Foncello di Treviso ha risposto alla nota diffusa mercoledì 1 aprile dalla Fisascat Cisl di Treviso in merito ai servizi di pulizie, igiene, sanificazione e smaltimento rifiuti svolti dalla società presso l’ospedale di Treviso.

Scrive l'azienda: «Si tratta di affermazioni completamente destituite di ogni fondamento e irresponsabili nel difficile contesto attuale causato dell'emergenza Coronavirus. Ad oggi, su 173 dipendenti del gruppo impegnati nei diversi servizi presso il Ca' Foncello, solo 10 sono in quarantena (non 20 come dichiarati dal suddetto Sindacato), tra cui 3 positivi al test del Covid-19, e nessuno tra loro fortunatamente risulta ricoverato; altre 22 persone risultano invece in malattia, ma per cause diverse che nulla hanno a che fare con il virus. Non esiste, pertanto, alcun presunto “focolaio” tra gli operatori di Rekeep - l'azienda prosegue poi con queste parole - Tutti i dipendenti del gruppo sono in sorveglianza sanitaria e nessuno sta lavorando con sintomi febbrili, come invece erroneamente dichiarato nella nota del suddetto Sindacato. Al contrario, il gruppo sta applicando precise disposizioni e procedure per la gestione di dipendenti sintomatici, con familiari positivi o che siano stati in contesti a rischio, che prevedono l’assenza dal lavoro per il periodo necessario a scongiurare qualsiasi rischio di contagio. La società, in generale, ha messo in atto presso l’ospedale, così come nelle centinaia di strutture sanitarie in cui sta lavorando nell’intera penisola, tutte le misure più stringenti per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro previste dal protocollo ministeriale del 14 marzo scorso, compresi i previsti comitati territoriali che vedono la partecipazione delle rappresentanze sindacali, del responsabile del servizio prevenzione e protezione e dei responsabili dei lavoratori per la sicurezza, ai quali viene assicurata una periodica e puntuale comunicazione sulla situazione nei diversi presidi ospedalieri.

Non è nella disponibilità del Gruppo Rekeep così come di nessuna azienda - si legge nella nota - la possibilità di effettuare tamponi ai propri dipendenti che, come è noto, vengono effettuati solo in base a disposizioni delle Autorità Sanitarie. La Società, tuttavia, proprio per garantire la maggior sicurezza, incolumità e serenità possibili ai propri lavoratori sta verificando con l’Ulss 2 di attivare indagini tramite tampone rino-faringeo o test rapido mirate a valutare l’eventuale positività dei propri dipendenti, compatibilmente con la disponibilità dei dispositivi e non appena terminati gli accertamenti in corso tra il personale sanitario. Non corrisponde in alcun modo al vero che esista una presunta carenza di organico nel reparto infettivi: il servizio di sanificazione e disinfezione in tale reparto viene garantito da 8-10 lavoratori su 6 turni ed un terzo dell’organico è comunque formato per le attività di sanificazione in reparti “Covid”. Non esiste alcuna carenza nemmeno nel servizio di gestione rifiuti dove sono attualmente impegnate 10 persone, come previsto normalmente. Alla luce di tutto questo, non comprendiamo come una organizzazione sindacale, nel difficile contesto attuale, possa diffondere, irresponsabilmente, informazioni strumentali alla esclusiva visibilità della propria sigla e del tutto false, creando inutili e pericolosi allarmismi. Ringraziamo tutti i nostri dipendenti e collaboratori del gruppo per il grande impegno, la serietà e il senso di responsabilità con i quali stanno portando avanti le proprie attività, garantendo servizi essenziali, in particolare in questo momento, per tutta la collettività» concludono.

La risposta di Fisascat Cisl Belluno Treviso

"Prendiamo atto delle minacce all’organizzazione sindacale Fisascat che responsabilmente e nell’interesse dei lavoratori e della collettività ha evidenziato la situazione di criticità in cui versa il servizio e chiediamo a Rekeep di focalizzarsi sul servizio per cui la comunità la paga. Irresponsabile non è il sindacato, ma l’azienda che continua a negare l’evidenza dei fatti”. È la replica di Patrizia Manca, segretaria della Fisascat Cisl Belluno Treviso al comunicato diramato oggi dall’azienda impegnata nell’appalto del servizio di pulizie, igiene, sanificazione e smaltimento rifiuti al Ca’ Foncello di Treviso.

La Fisascat risponde punto per punto alla nota di Rekeep. Sui numeri dei dipendenti in malattia, Manca puntualizza che “dall’inizio dell’emergenza Covid-19, sono stati 20 i dipendenti messi in quarantena, di cui 4 positivi (2 di loro sono stati ricoverati e dimessi) e che fra le lavoratrici attualmente in malattia ci risulta ci siano comunque dipendenti con sintomi compatibili Covid-19 e che hanno avuto contatti con colleghi e personale sanitario risultato positivo”. “Quanto al riferimento al focolaio - spiega Manca - è una valutazione tecnica che lasciamo agli esperti. Fa bene Rekeep a preoccuparsi, perché nessun lavoratore in malattia è stato contattato dal medico competente aziendale, come invece previsto dal Protocollo del 14 marzo per il contrasto della diffusione del contagio negli ambienti di lavoro, dunque i lavoratori non sono in sorveglianza sanitaria, come invece afferma l’azienda”. Inoltre, prosegue la sindacalista della Fisascat, “non ci risulta che siano stati messi in atto provvedimenti o procedure particolari finalizzate alla gestione dei dipendenti sintomatici o che siano stati in contesti a rischio”.

Sulla dichiarata ottemperanza al Protocollo ministeriale del 14 marzo, Fisascat sottolinea che “il Protocollo prevede che il Comitato di controllo e verifica sia costituito nei luoghi di lavoro affinché ogni misura adottata possa essere condivisa e resa più efficace dal contributo di esperienza dei lavoratori mediante le loro rappresentanze sindacali aziendali. Le nostre rappresentanti sindacali non sono mai state coinvolte né sentite”. Sulla annunciata verifica con la Ulss 2 per l’attivazione di indagini tramite tamponi, Manca afferma che “fa piacere apprenderlo, peccato che l’annuncio ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali, dopo numerose sollecitazioni e scambio di mail con la direzione aziendale, sia avvenuto via comunicato stampa dopo la nostra presa di posizione pubblica, determinata anche e soprattutto dalla mancanza di atti concreti per la tutela dei lavoratori, dei degenti e di tutto il personale sanitario”.

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Sui problemi legati al servizio smaltimento rifiuti, l’organizzazione sindacale ribadisce che “alla data odierna risultano impegnate 7 persone (erano 5 al momento della nostra denuncia all’azienda) e i lavoratori in forza fanno il doppio turno per far fronte ai carichi di lavoro triplicati, come si evince dalle foto scattate dai dipendenti”. Sulla carenza di organico nel reparto infettivi, infine, Fisascat ribadisce che il servizio quotidianamente viene svolto da 4/5 lavoratrici al mattino e 2/3 al pomeriggio. “Non ci risulta che sia stata fatta una formazione specifica per la santificazione dei reparti Covid a un terzo della forza-lavoro”, conclude Manca. 

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