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Restera Art District: lungo il Sile nasce un museo 4.0 a cielo aperto

Da oggi murales colorati, ma anche affreschi ed installazioni di ceramica e metallo, valorizzano e rendono unica la passeggiata della Restera

A Treviso nasce il “Restera Art District”, un museo d’arte 4.0 a cielo aperto lungo il Sile. In un contesto che unisce la pace del paesaggio fluviale ai resti dell’architettura industriale, i numerosi lavori d’arte urbana realizzati tramite il Festival Anthropica (quest’anno alla sua 7^ edizione), in prevalenza murales colorati ma anche affreschi ed installazioni di ceramica e metallo, valorizzano e rendono unica la passeggiata della Restera. La sezione principale del distretto artistico si trova difatti appena fuori dal centro città, al Ponte dea Goba, per poi proseguire fino a Silea. «Magari un giorno, tra non molto, anche le nostre opere arriveranno fino al mare al Cavallino come la Greenway del Sile – dichiara Michele Zappia, presidente del Restera Art District nato dalle costole dell’associazione La Pulperia – Con questo progetto Via Alzaia diventa così la culla trevigiana dell’arte urbana, un percorso artistico a favore sia della cittadinanza che dei turisti». L’idea di un distretto artistico in Restera nasce già nel 2015 con la prima edizione primaverile del Festival Anthropica che vuole portare al centro l’essere umano, la cultura e la società, attraverso una molteplicità di eventi e linguaggi che includono arte urbana, street food, feste e concerti, in modo tale da unire gli interessi artistici e creativi ad una visione “antropologica” che favorisca il dialogo e la comprensione degli altri.

«L’arte urbana ha rappresentato fin dall’origine il principale mezzo d’azione ed espressione del festival, sia perché consente di riqualificare ed abbellire il territorio, sia perché diffonde l’arte nella vita di ogni giorno, al di fuori delle forme e degli spazi tradizionalmente riservati alla cultura, favorendo il dialogo e la compenetrazione tra arte e società» continua Zappia. «Il nostro gruppo promotore è composto da creativi, artisti ed intellettuali, tutti accomunati dall’amore per il territorio e la cultura – afferma il presidente del Restera Art District – Per questo interveniamo in zone periferiche, luoghi apparentemente privi di significato o degradati delle città per riqualificarli con opere ed installazioni d’arte urbana, il tutto in sinergia con la comunità locale. L’arte urbana non è soltanto un mezzo espressivo, ma un simbolo di rigenerazione e sviluppo urbanistico dalle enormi potenzialità. Con interventi artistici mirati non si abbellisce soltanto il territorio, ma la vita delle persone che lo abitano – chiosa Zappia - specialmente in quartieri periferici o in (non)luoghi degradati. Portando l’arte sulle strade o nelle piazze si creano quindi nuovi spazi, modi di vivere la città ed interazioni sociali, soprattutto se gli interventi sono inseriti in politiche di riqualificazione urbana di ampio respiro».

«Con l’inaugurazione dello splendido murale che segna l'inizio del Restera Art District diamo vita ad un museo a cielo aperto che conta già 30 opere di street art, realizzate sia da artisti internazionale che da maestranze del territorio e tutte contraddistinte da bellissime targhette in ceramica firmate da un artigiano trevigiano con studio proprio lungo il Sile. Bravissimi, dunque, Anthropica e Michele Zappia per questa lodevole iniziativa – conclude l’assessore comunale Lavinia Colonna Preti – Prendendo spunto proprio da queste nuove opere come Comune abbiamo deciso di collaborare attivamente con Anthropica su alcuni progetti per realizzare, di concerto con il Museo Bailo, una mostra 4.0 su “Treviso Urbs Picta”. Inoltre, sarebbe bello che la nostra amata Restera possa, in un prossimo futuro, diventare in alcuni punti un luogo di aggregazione con diversi punti ristoro, un po’ come succede sui Navigli a Milano. Oggi l’idea c’è, chissà se riusciremo a trasformarla in realtà».

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