Revisione auto, prorogate le scadenze: «Così si rischia di intasare le officine»

Gianluigi Buosi, presidente meccatronici di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, solleva una nuova polemica sul nuovo termine delle revisioni auto spostato al 31 ottobre

Revisione auto (Immagine d'archivio)

La legge numero 27 del decreto leggo “Cura Italia” ha confermato, per tutti i veicoli soggetti a revisione entro il 31 luglio 2020, l’autorizzazione  alla circolazione su strada fino al 31 ottobre 2020.

A questo provvedimento si aggiunge il contenuto della recente Circolare della Motorizzazione Civile che stabilisce la proroga al 15 giugno della scadenza per la sostituzione degli pneumatici invernali con i corrispondenti estivi. «Bene le proroghe finalizzate a tutelare la fascia di utenti che si è trovata, e lo è ancora in parte, costretta a casa per motivi di sicurezza. Tuttavia - afferma Gianluigi Buosi, presidente dei  meccatronici di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana - l’invito che faccio agli automobilisti che ne hanno la necessità è di non attendere il giorno prima della scadenza dei termini per eseguire gli interventi di manutenzione e revisione del veicolo. Dal 4 maggio scorso sono tornati a spostarsi centinaia di migliaia lavoratori grazie all’inizio della Fase 2. Le autofficine possono eseguire le revisioni, non c’è motivo di procrastinare gli interventi a discapito della sicurezza se il cittadino si trova nelle condizioni di  muoversi nel rispetto delle regole in vigore. Le autofficine si sono adeguate alla normativa sanitaria vigente e sono in grado di fornire un servizio nel pieno rispetto delle disposizioni anticontagio. Ricordo che i veicoli in circolazione – continua Buosi - devono essere sempre mantenuti in condizioni di massima efficienza e comunque devono garantire la sicurezza, contenere il rumore e l'inquinamento. Le caratteristiche funzionali e i dispositivi di equipaggiamento devono rispondere in pieno alle proprie funzioni o ai propri fini. Inoltre, l'obbligo di manutenzione per garantirne la “massima efficienza” durante la circolazione non può ritenersi soddisfatto mediante l'assolvimento dell'obbligo della revisione periodica.

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Sul tema della nuova scadenza delle revisioni la nostra categoria ha evidenziato al Governo - prosegue Buosi - il rischio di non riuscire revisionare un numero ingentissimo di veicoli. Non essendoci infatti nessun obbligo in capo agli automobilisti interessati che possono circolare liberamente con revisione scaduta fino alla data della proroga, abbiamo stimato che nella Marca ad ottobre i 160 centri privati autorizzati potrebbero trovarsi a smaltire almeno 100mila richieste di revisioni in soli 30 giorni. A questo dato poi va poi aggiunto quello dei mezzi pesanti, pari a circa 7.500. Se consideriamo le operazioni di messa a  punto e prerevisione, necessarie per “passare la revisione”, si corre il rischio che per tutto il mese di ottobre le officine siano oberate di lavoro  con la più che probabile possibilità per molti automobilisti di non avere l’auto revisionata entro la scadenza» conclude.

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