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Sabato, 21 Maggio 2022
Attualità Sant'Antonino / Piazzale dell'Ospedale

Ca' Foncello, Zaia e Red Canzian presentano la nuova riabilitazione cardiochirurgica

Lunedì 21 marzo a Treviso l'ex bassista dei Pooh testimonial del progetto "Ripartiamo col cuore", volto a migliorare il percorso dei pazienti sottoposti a interventi cardiaci. Zaia: «Pietra miliare»

Ospedale Ca' Foncello sempre più eccellenza della sanità veneta: lunedì 21 marzo si è tenuta la presentazione del protocollo "Ripartiamo col cuore". Un progetto che coinvolgerà oltre 800 pazienti l’anno, sottoposti ad interventi al cuore, per migliorarne il percorso riabilitativo. Testimonial d'eccezione Red Canzian, ex bassista dei Pooh ricoverato per ben due mesi al Ca' Foncello a causa di un grave problema di salute proprio al cuore. La sua riabilitazione a tempo di record è stata l'esempio perfetto per presentare il nuovo progetto dell'Ulss 2. Al fianco di Canzian sono intervenuti il presidente del Veneto, Luca Zaia, e il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi, con i sanitari del team multidisciplinare.

I commenti

Per Red Canzian, testimonial dell'iniziativa, "Ripartiamo col cuore"è l'ennesima conferma dell'eccellenza della sanità trevigiana. «Sono stato tra i primi a sperimentare questo nuovo progetto di riabilitazione e trovo geniale il discorso di preparare il paziente prima dell'intervento. Per quattro-cinque giorni dopo l'intervento è davvero difficile riuscire a riprendersi ma se si fanno le prove prima diventa tutto più semplice. Dopo l'intervento ho perso 15 chili che inizierò a recuperare facendo palestra».

«È una pietra miliare della riabilitazione cardiochirurgica - conclude il Governatore Luca Zaia, ringraziando Red Canzian per aver voluto esserne testimonial - grazie all’attenzione con cui medici e infermieri si approcciano ai problemi del paziente, e grazie alla scelta di lavorare in squadra inserendo nella squadra anche il paziente, nella quale, dal bisturi all’infermiere, si crea una catena virtuosa di comunità d’intenti e attenzione a ogni singolo caso. Anche questa volta - sottolinea il presidente della Regione - facciamo la scelta dell’iperspecializzazione, come fu con la creazione delle breast unit assistere con team multidisciplinari le donne malate di tumore dalla diagnosi alla guarigione, che oggi supera il 90% a 5 anni».

Il progetto

Rispetto al percorso preesistente il nuovo modello presenta importanti novità: il percorso riabilitativo inizia prima e viene effettuato anche subito dopo l’intervento è costruito su misura del paziente; è costituito da una vera e propria squadra formata dal paziente ed un team multidisciplinare (medici, infermieri, fisioterapisti, logopedisti e oss). Con il nuovo percorso il paziente occupa il tempo di attesa pre-intervento come tempo di cura e non come un tempo sospeso. Viene coinvolto assieme agli eventuali caregiver. Il percorso riabilitativo, dopo una valutazione personalizzata, inizia alcune settimane prima dell’intervento con una parte informativa ed educazionale e una parte di riabilitazione respiratoria e/o motoria. Tutte queste attività vengono svolte sia in ambulatorio che da remoto (teleriabilitazione). Il paziente viene monitorato e seguito dal team: arriva all’intervento nelle migliori condizioni possibili ed eventuali cambiamenti repentini vengono monitorati e gestiti. Il trattamento riabilitativo pre-intervento riguarda anche tutti i pazienti che vengono ricoverati e vengono operati in urgenza, con una presa in carico di alcuni giorni prima dell’operazione. 

Ripartiamo col cuore: Zaia e Red Canzian al Ca' Foncello

La fase post operatoria fase inizia già poche ore dopo l’intervento, in terapia intensiva cardiochirurgica, e ha l’obiettivo di ridurre al minimo le complicanze post intervento e ridurre la durata della degenza in ambiente intensivo. Prevede: riabilitazione respiratoria: tosse efficace, tecniche di riespansione e disostruzione, riabilitazione motoria: posizione seduta con il letto, seduto a bordo letto, semplici esercizi per le braccia e le gambe. Se il paziente è stato addestrato prima dell’intervento molte cose le sa già fare e quindi le farà sia con l’aiuto e/o con la supervisione del fisioterapista, ma anche con la supervisione dell’infermiere e, se in grado, anche in autonomia. I vantaggi che consente il nuovo percorso riabilitativo sono: miglioramento qualità della vita del paziente sia nel pre-intervento che nel post; il paziente è monitorato, seguito da un team ed ogni cambiamento repentino viene evidenziato e valutato subito sia pre-intervento sia quando il paziente rientra a casa; riduzione della degenza in terapia intensiva; riduzione della degenza in reparto di cardiochirurgia e di riabilitazione.

Alcuni dati

Nella cardiochirurgia del Ca’ Foncello vengono operati oltre 800 pazienti all’anno. La durata media del ricovero in terapia intensiva si attesta sui 3 giorni, mentre la degenza complessiva nel reparto di cardiochirurgia si attesta sui 7 giorni. La durata del ricovero in riabilitazione si attesta dalle 2 alle 3 settimane. I dati del Pne 2021 collocano la Cardiochirurgia di Treviso:

  • al primo posto tra tutti i centri di cardiochirurgia del Veneto per mortalità a 30 giorni sia da intervento di by pass coronarico che per valvuloplastica o sostituzione valvolare singola.
  • al quarto posto tra tutti i centri di cardiochirurgia italiani per mortalità a 30 giorni per intervento di by pass coronarico
  • al sesto posto tra tutti i maggiori centri cardiochirurgici italiani per mortalità a 30 giorni per valvuloplastica o sostituzione valvolare singola
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