Domenica, 25 Luglio 2021
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Raccolta rifiuti, 200 euro in più ai lavoratori di Ingam e Bioman

Siglato accordo con la Fit Cisl. Aumento di 200 euro lordi mensili per i 110 lavoratori delle due aziende. Ottenuta la garanzia del posto di lavoro in caso di cambio d’appalto

Raccolta rifiuti (Foto d'archivio)

Mercoledì 13 gennaio è stato siglato a Mestre l'accordo che sancisce la corretta applicazione del contratto nazionale di riferimento del settore dell’igiene ambientale privata per i 110 lavoratori impiegati nel servizio di raccolta e trasporto rifiuti gestito dalle aziende Bioman nei Comuni trevigiani di Oderzo e Vittorio Veneto e Borca di Cadore nel Bellunese e da Ingam a Mansuè, Ponte di Piave, Motta di Livenza, Salgareda, Meduna, Cessalto, Chiarano, Ormelle, Cimadolmo, San Polo di Piave e Fontanelle, in provincia di Treviso.

Grande la soddisfazione della Fit Cisl del Veneto e territoriale, fautrice dell’accordo che finalmente pone fine a una lunga serie di vertenze e contrasti fra lavoratori e aziende proprio per la mancata applicazione del Ccnl Fise-Assoambiente. Dopo quasi tre anni di duro confronto sfociato anche in uno sciopero nell’aprile del 2019, la Fit Cisl rappresentata dal segretario regionale Maurizio Fonti e dal vicecoordinatore regionale dell’area contrattuale dell’igiene ambientale Alessandro Bagagiolo, ha ottenuto un risultato atteso da tempo. L'accordo prevede finalmente la corretta applicazione del contratto collettivo nazionale di riferimento per il settore a tutti i lavoratori impiegati nel servizio di raccolta e trasporto rifiuti e delle attività accessorie, con un importante miglioramento economico (circa 200 euro lordi mensili) e, aspetto fondamentale, l’applicazione della specifica norma contrattuale prevista dal Ccnl Fise a garanzia del posto di lavoro in caso di cambio d’appalto. L'applicazione del Ccnl è da sempre stato uno dei motivi principali degli scontri fra le due aziende e la Fit Cisl, che si dichiara soddisfatta del risultato raggiunto. «L'accordo - afferma Fonti - rappresenta un nuovo punto di partenza per un corretto confronto con la controparte. Le relazioni industriali ne avranno sicuramente beneficio: le aziende, che andranno ad accollarsi un sensibile aumento del costo del lavoro, hanno dimostrato la volontà di intraprendere un nuovo percorso improntato al dialogo. Auspichiamo che in futuro ci sia anche maggiore attenzione da parte degli enti appaltanti per far sì che vengano applicati e rispettati i contratti di settore da tutte le imprese, evitando scorciatoie dannose per il mercato del lavoro e per i lavoratori».

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