Domenica, 16 Maggio 2021
Attualità Sant'Antonino / Piazzale dell'Ospedale

Rigoli nuovo direttore dei servizi sociali dell'Ulss 2: «Serve l'ok dei sindaci»

Incarico in vista per il primario della Microbiologia del Ca' Foncello. Dopo la rinuncia alla guida delle Microbiologie del Veneto, potrebbe prendere il posto del dottor Moretto

Il dottor Roberto Rigoli

Il dottor Franco Moretto non potrà più essere il direttore dei Servizi sociali dell'Ulss 2 - Marca trevigiana per sopraggiunti limiti di età. Al suo posto potrebbe essere nominato il dottor Roberto Rigoli, già a capo della Microbiologia dell'ospedale Ca' Foncello.

Come riportato da "La Tribuna di Treviso", per adesso il nuovo incarico resta solo un'ipotesi. Dopo la rinuncia alla guida delle Microbiologie del Veneto, Rigoli potrebbe però accettare il nuovo ruolo anche se prima dovrà ricevere il via libera dalla Conferenza dei sindaci dell'Ulss 2 che al momento è in attesa del bando e della convocazione da parte dell'azienda sanitaria. Il dottor Moretto continuerà a lavorare per i Servizi sociali: nel caso in cui avvenga il passaggio di consegne con Rigoli, il nuovo direttore dovrà gestire un bilancio sociale di 41 milioni di euro, cruciale per le relazioni tra Ulss 2 e strutture private (comprese case di riposo, centri disabili e centri oncologici). Un incarico di grande responsabilità su cui l'azienda sanitaria sta riflettendo proprio in questi giorni.

Il commento del Partito Democratico

«Senza nulla togliere alla professionalità del dottor Roberto Rigoli, riteniamo che l’ipotesi di una sua nomina a direttore dei servizi sociali dell’Ulss 2 presenti delle evidenti criticità che è bene che l’azienda e i sindaci prendano in considerazione».

Il commento di Giovanni Zorzi, segretario provinciale del Pd, e Nicolò Rocco, responsabile provinciale Sanità del Pd di Treviso, non si è fatto attendere. «Nominare Rigoli alla direzione del sociale significa dare un taglio esclusivamente sanitario alla crisi che stiamo attraversando e che purtroppo ci accompagnerà anche nei prossimi mesi con i suoi pesanti impatti proprio sulla dimensione sociale delle nostre comunità - dicono ancora i due esponenti trevigiani del Pd - Dal nostro punto di vista, sarebbe preferibile una figura che garantisca un impegno nel lungo periodo perché la crisi provocata dalla pandemia ci richiede un forte salto di qualità in termini di programmazione e coordinamento, che abbia già una solida esperienza con gli enti locali e che abbia maturato rapporti con il mondo della disabilità, degli anziani, dei minori, delle cure primarie o della salute mentale. Riusciremo a vincere la sfida che abbiamo davanti, solo se sapremo valorizzare in modo opportuno le migliori risorse di cui il sistema socio-sanitario del nostro territorio dispone. Invitiamo quindi i sindaci ad approfondire con attenzione questi aspetti e a fare le proprie valutazioni considerando bene i bisogni e le problematiche che loro stessi stanno toccando con mano, in prima linea, in questi mesi drammatici».

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