Ortofrutta, i negozi al dettaglio: «Accuse inaccettabili sui rincari dei prezzi»

Renzo Ghedin, presidente del gruppo Ortofrutta Confcommercio di Treviso, si dichiara indignato per le polemiche circolate in questi giorni sugli aumenti nei supermercati

In foto il presidente Renzo Ghedin

Mentre noi dettaglianti siamo aperti per garantire i beni essenziali, facciamo di tutto per rispettare le norme di prevenzione sanitaria, aumentiamo i nostri orari di apertura, assicuriamo i dipendenti, garantiamo consegne a domicilio, c’è qualcuno che non ha capito come si fa la spesa e che si diverte a strumentalizzare gli scontrini seminando il panico in un momento di tensione sociale come questo.

A parlare è Renzo Ghedin, presidente del mandamento Ascom di Treviso, referente del gruppo ortofrutta: “respingiamo con forza ogni accusa di rincari, anzi, scriveremo alle forze dell’Ordine che siamo pienamente disponibili a collaborare. La foto dello scontrino “generico” criminalizza una categoria e semina panico inutile, quando ora è necessario generare fiducia e non incentivare complotti inesistenti. Sui prezzi bisogna capirsi: la frutta e la verdura dipendono dall’agricoltura, soggetta alle normalissime oscillazioni climatiche ed ai trasporti, in questo periodo sottoposti a restrizioni e limitazioni. Di ogni prodotto esistono varie qualità, diverse provenienze e pezzature, con prezzi totalmente diversi e di questo lo scontrino non rende contezza. Per una varietà che aumenta ce n’è sempre un’altra che ribassa e per questo motivo riteniamo totalmente infondate le accuse generiche di rincari. Bisogna vedere cosa, dove, quale varietà, che pezzatura: di questo dovrebbero preoccuparsi i consumatori, non di fotografare scontrini. Alcuni esempi? Parliamo di arance: oggi le tarocco, a fine stagione, di grande pezzatura, sono molto care perché vengono dalla Sicilia (sui 3 euro), ma basta comprare le navel a meno di 2 euro e la spremuta è assicurata.  Asparagi: col freddo della settimana scorsa i nostrani verdi sono aumentati, ma nei nostri negozi puoi trovarne altre qualità, anche provenienti dalla Grecia, ottimi ed a prezzi inferiori. Questo non vuol dire che ci sono rincari, vuol dire che ci sono le normale oscillazioni del mercato, che bisogna saper distinguere le pezzature e saper fare la spesa. Le fragole costano, tutte, ad esempio, meno dello scorso anno, ma nessuno ne parla. Basta comprare l’insalata, oggi ai prezzi minimi, e non ostinarsi a comprare il radicchio, giunto alla fine della stagione e quindi ad alto prezzo». Stessa posizione anche nel Coneglianese, dove Renzo Sbeghen, fiduciario Ascom di Susegana con negozio di ortofrutta, conferma: «I prezzi di quest’anno sono migliori di quelli della primavera scorsa (flagellata dal maltempo), ma nessuno si è preso la briga di fare questo confronto. Nei nostri negozi ci sono varie qualità e provenienze, bisogna chiedere e saper fare la spesa diversificando le scelte e orientandosi sia sulla stagionalità, che sulla provenienza. Pur di accontentare i nostri clienti erodiamo i margini, non guardiamo agli orari, facciamo credito, serviamo gli anziani».

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La replica di Enrico Renosto

In risposta alle affermazioni del presidente Ghedin è intervenuto Enrico Renosto, coordinatore dell'associazione Quartieri vivi e attivi e promotore della pagina Facebook dedicata ai rincari dei prezzi nei supermercati di Treviso e provincia. Queste le sue dichiarazioni: «È abbastanza ovvio che il rappresentante della categoria difende la categoria. Evidentemente non ha capito che il nostro scopo non è attaccare la categoria,bensì cercare di fare in modo che i cittadini-clienti abbiano uno strumento in più per difendersi da quei commercianti che attuano rincari ingiustificati e salvaguardando così allo stesso tempo la stessa  categoria dei commercianti. Invece di criticarci dovrebbe  darci un premio» conclude Renosto.

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