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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Attualità Farra di Soligo

Rincari su mangimi e bollette dell'energia: le stalle abbattono il bestiame

Una scelta dolorosa ma inevitabile per non fallire. Oggi, infatti, il mantenimento delle vacche da latte costa più che i profitti prodotti, anche perché il prezzo del latte rimane a 37 cent al litro

La crisi per l'aumento dei costi in bolletta per l'energia e per il rincaro sui prezzo del mangime per animali impatta oggi enormemente anche sulle stalle della Marca, ormai a rischio collasso. Come riportano i quotidiani locali, a lanciare l'allarme è stato Lorenzo Brugnera, presidente della Latteria Soligo, che punta il dito anche contro il prezzo del latte ancora fermo a soli 37 centesimi al litro. Un problema che le aziende del settore si portano dietro da ormai troppo tempo, tanto che ora, per risolvere almeno in parte la situazione, ci vorrebbe un ampio cospicuo aumento di 15-20 centesimi per litro, opzione purtroppo poco percorribile.

Ecco allora che, ad oggi, mantenere una vacca da latte costa più del profitto che la stessa può produrre giornalmente. Una situazione che ha portato molte stalle trevigiane a dover abbattere diversi capi di bestiame per cercare di ridurre i costi e non fallire. Inoltre, a tutto ciò si somma anche il rincaro esponenziale del gasolio usato in agricoltura, così come i prezzi folli in bolletta per l'energia. E ancora, non vanno dimenticati gli enormi aumenti per quanto riguarda i costi per acquistare i mangimi per gli animali. Si tenga infatti conto che il mais è passato da 20 euro al quintale a circa 44 euro, mentre la soia macinata da 35 a 65 euro. Per questi motivi Brugnera ritiene che l'unica via di uscita sia un calmieramento dall'alto dei prezzi sul mercato agroalimentare e rendere remunerativa sul territorio la filiera di mais e mangimi. Il tutto pensando magari ad una apertura alle coltivazioni OGM tanto demonizzate in passato ma oggi forse unica speranza per il futuro del settore.

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