Addio a Rino Botter, fondatore della Confartigianato trevigiana

Figura storica dell'artigianato di Marca, Botter ha vissuto un'esistenza al servizio del mondo del lavoro. Era senatore a vita e Cavaliere della Repubblica, il ricordo della Confartigianato

Il sistema Confartigianato Imprese Marca Trevigiana è in lutto. Il senatore a vita Rino Botter, uno dei padri fondatori e dirigente di valore della Confartigianato Imprese di Treviso è morto. Un esempio di semplicità, discrezione e generosità nell’impegno profuso nelle sue diverse esperienze a vari livelli, associativo, sociale e pubblico.

Sin da giovane Rino Botter ha dimostrato una particolare sensibilità verso l’artigianato che si è concretizza nell’avvio della sua impresa, insieme ai fratelli, in località Fiera a Treviso. Un laboratorio per la riparazione e la costruzione dei primi apparecchi radio a valvole e la manutenzione di motori elettrici. A Rino Botter, uomo lungimirante, va riconosciuto il grande merito di aver agito per “il bene degli artigiani” e di aver posto al centro di ogni sua azione la formazione delle giovani generazioni e la promozione del comparto. Il 17 aprile del 1973 era stato eletto presidente di Alleanza artigiana, associazione provinciale che contava diecimila iscritti, la maggioranza assoluta degli artigiani della provincia di Treviso, oggi denominata Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, dove ha mantenuto l’incarico fino al 1979. Con lui Alleanza artigiana si è aperta ad una stagione di grandi impegni, di prospettiva e di relazioni a tutti i livelli, soprattutto in funzione sindacale per il rafforzamento del settore.

«Treviso brilla a livello regionale e nazionale - sottolineava con orgoglio il cavalier Botter in un suo intervento dell’8 febbraio del 1975 – In associazione c’è spazio per tutti coloro che vogliono lavorare». Botter è stato il fautore del cambio di sede da Calmaggiore a piazza Filodrammatici con l’obiettivo di disporre di spazi più ampi e meglio organizzati per potenziare l’attività sindacale e l’offerta dei servizi associativi a supporto della crescita delle imprese. Un segno tangibile che l’Associazione si consolidava ed era destinata ad espandersi. Nel Congresso dei delegati del 1975, ha portato all’attenzione temi per quel contesto e momento storico assolutamente d’avanguardia come la necessità di aree per gli insediamenti produttivi, il credito agevolato, le pensioni, l’apprendistato e la formazione per la crescita dell’impresa e della persona. In quegli anni l’associazione guardava sempre con maggiore attenzione al mondo dei ragazzi per alimentare la vocazione all’imprenditoria, al lavoro autonomo, prospettando le grande opportunità rappresentate dal  mondo artigiano e dal lavoro manuale, dal connubio tra il sapere e il saper fare. Prospettive e potenzialità che nel 1978 hanno preso forma nel progetto “Artigiano scuola”, che ancora oggi coinvolge gli studenti delle scuole medie inferiori della città di Treviso.

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Tratto distintivo della presidenza Botter è stato quello di aver contribuito, unitamente all’allora segretario Francesco Giacomin,  a rendere l’associazione interlocutore autorevole, aperta al dialogo costruttivo con la politica, con le altre organizzazioni datoriali e sindacali attive nel territorio sostenendo proposte e agendo strategie  e azioni comuni su temi condivisi. All’inizio del 1979, pur avendo concluso la sua esperienza in qualità di presidente dell’associazione, Botter ha continuato il suo impegno a tutela degli scopi associativi della rappresentanza apportando il suo significativo contributo nella tutela e difesa degli anziani e pensionati, attraverso l’Anap, nella quale, dal settembre 1996 all’aprile 2001, ha ricoperto la carica di presidente provinciale. Ricordava Rino Botter: «L’artigianato era un cavallo da corsa eccezionale, ma non era ben addestrato e pilotato. Era isolato. E senza spessore culturale e relazioni politiche. E’ stato il nostro impegno metterlo al centro dell’attenzione dando gli indirizzi, le strategie, il  coordinamento. E la corsa diventò straordinaria». Un pensiero che fa sintesi delle sue riconosciute e indubbie competenze. Un’eredità fatta di capacità imprenditoriale, cultura del lavoro e valori alla quale l’associazione trevigiana ancora oggi continua a ispirarsi.

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