Ripristinate sul Grappa le cisterne della prima guerra mondiale

Il presidente dell’Unione Montana Paolo Mares : «Stiamo lavorando per riattivarle risolvendo il problema acqua sul Grappa. L’obiettivo è renderle fruibili per l’ acqua potabile, l’allevamento o ai fini antincendio»

Paolo Mares, presidente dell’Unione Montana del Grappa

È partito un nuovo progetto per migliorare i servizi sul Grappa, ripristinando sei cisterne realizzate dal Genio Militare durante la Grande Guerra e da anni inutilizzate.

«Si tratta delle cisterne che servivano per sostenere e approvvigionare d’acqua il nostro esercito e che da almeno trent’anni non vengono manutentate, ora abbisognano di importanti interventi per riattivarle e renderle fruibili per uso potabile e non solo», spiega il presidente dell’Unione Montana del Grappa Paolo Mares. «Insieme ai tecnici di ATS abbiamo condotto un sopralluogo per valutare lo stato delle grandi cisterne che si trovano su Castel Cesil, sul Monte Palon a Possagno, sull’ Archeson, sul sentiero dee Meatte, in località Nappon e a Pian Dea Baea».

Interessante notare che queste cisterne si autoalimentano per stillicidio o condensa. «Con il sopralluogo che si è svolto ad agosto abbiamo avviato il percorso per riattivare le cisterne e prendere così concretamente in mano il problema acqua, grossa lacuna del Grappa», sottolinea Mares.

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Le finalità sono diverse: queste grandi vasche hanno portate enormi, anche da 150mila litri, ma non tutte sono ripristinabili come impianti idrici a fini potabili. Per questo il ripristino sarà per l’uso umano ove possibile, negli altri casi per l’allevamento, per abbeverare i greggi e le mandrie, con l’eventuale possibilità di utilizzarle anche a fini antincendio.

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«Quello che è partito - conclude Paolo Mares - è un progetto ambizioso avviato in collaborazione con ATS e i carabinieri forestali che ringrazio nella persona del maresciallo Marco Dalla Gassa. Per ripristinare la funzionalità delle cisterne si provvederà alla pulizia delle stesse, spalmando una resina su tutte le pareti per renderle impermeabili, attivando impianti ad uso pubblico da rendere fruibili anche durante le escursioni dei cittadini e turisti, nello spirito di valorizzazione del nostro territorio anche ai fini turistici».

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