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Il ministro Di Maio a Rocca Pietore

Il ministro Di Maio a Rocca Pietore

Di Maio torna nel bellunese: «Questa zona si è rialzata»

Il vicepremier pentastellato ribadisce l'invito a venire in vacanza in queste zone che sono state colpite dal maltempo

Questa mattina, giovedì, il vicepremier Luigi di Maio ha visitato l’alto agordino colpito a fine ottobre dall’alluvione. In mattinata Di Maio si è recato ad Alleghe soffermandosi a parlare con la cittadinanza, il sindaco Siro De Biasio e i giornalisti presenti. «Voglio dire a tutti gli italiani che questa zona si è rialzata e ribadisco l’invito a venire in vacanza in queste zone che sono state colpite da eventi alluvionali a fine ottobre – ha detto Di Maio- La mia presenza qui è un segnale che questa è una zona che ha avuto la forza di ripartire come testimoniano le presenze turistiche nelle strutture ricettive e sulle piste durante le festività. Voglio ringraziare questo territorio che ha reagito con i suoi cittadini, i volontari, le istituzioni e gli imprenditori dimostrando un grande spirito di iniziativa».

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Nel pomeriggio Di Maio si è recato a Sottoguda (Rocca Pietore) visitando una delle zone più colpite dall’alluvione in compagnia del deputato bellunese Federico D’Incà. «Ringrazio il Ministro per essere tornato a distanza di poche settimane in questi territori per vedere con i propri occhi come le attività siano ripartite. Questa visita vuole essere anche un’occasione di spinta a credere in queste zone, nelle comunità locali e nella qualità della loro offerta turistica»: ha sottolineato D’Incà. La giornata del ministro è terminata presso l’hotel Posta di Caprile del presidente di Dolomiti Stars e Alleghe Funivie, Sergio Pra, con un incontro con i sindaci dell’alto agordino al quale hanno partecipato al tavolo dei relatori anche il deputato Federico D’Incà, Federico Caner, Assessore della Regione Veneto per la programmazione, fondi UE, turismo, commercio estero, il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, il Vice prefetto della Provincia di Belluno Carlo De Rogatis e il sindaco di Alleghe Siro De Biasio.

Le autorità presenti hanno sottolineato come dopo una prima fase che ha permesso di fronteggiare l’emergenza con danni stimati dalla Regione Veneto in un miliardo e 760 milioni, sia ora necessaria una programmazione a lungo termine per la montagna che passi anche attraverso uno stanziamento dei fondi semplificato e una politica in grado di sostenere la montagna e le sue specificità.

«Sono venuto per ascoltare le parole dei sindaci e capire cosa possiamo fare per ritornare alla totale normalità in queste aree -ha detto Di Maio- La grande paura che aleggiava la prima volta che sono stato qui a novembre era di non essere pronti per la stagione invernale ma con un grande sforzo collettivo siete riuscite a vincere la sfida. Questo però non significa che tutti i problemi sono risolti. La stagione turistica invernale era una sfida e l’avete vinta e ora vi state preparando alla stagione estiva ma contemporaneamente bisogna affrontare problemi più profondi, in primis il dissesto idrogeologico. I fondi ci sono e attraverso il fondo di protezione civile stiamo provando ad accelerare i processi snellendo il normale iter burocratico. Dobbiamo però creare un focus sulle aree montane. Queste sono aree che hanno bisogno di una valorizzazione per la loro natura e per la loro specificità, non solo qui ma anche in altre zone d’Italia. Dobbiamo portare avanti politiche che permettano di evitare ad esempio lo spopolamento, creando servizi che consentano alle imprese di esistere in questi territori ma allo stesso tempo di avere una presenza internazionale e di rilanciare l’occupazione attraverso nuove opportunità in campo turistico».

«Siamo molto contenti che Di Maio e il governo abbia mantenuto la promessa di ritornare nelle nostre terre -ha detto il presidente di Dolomiti Stars Sergio Pra- Per la nostra imprenditoria e per il turismo montano la vicinanza del governo è fondamentale. Abbiamo reagito immediatamente all’emergenza ma ora necessitiamo di stanziamenti dedicati e di una politica specifica che ci permettano di pensare ai nostri territori non solo nell’immediato ma anche nel medio e lungo termine. Il percorso è iniziato».

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