Operazione anti caporalato, il sindaco di Roncade plaude al buon esito

Pieranna Zottarelli: «Grazie a carabinieri e pm che hanno condotto le indagini avviate anche grazie alle segnalazioni di amministrazione e cittadini. A Roncade non c'è spazio per chi delinque»

Il sindaco di Roncade, Pieranna Zottarelli

Riducevano i lavoratori in schiavitù, a fermarli i carabinieri di Treviso e Roncade dopo mesi di indagini avviate anche grazie alle segnalazioni arrivate dall'amministrazione comunale del sindaco Pieranna Zottarelli e dai cittadini della comunità di Roncade. Alla notizia dell'arresto di quattro persone accusate di sfruttare personale straniero nelle campagne della zona, arriva il plauso del primo cittadino roncadese: «Ringrazio i carabinieri e il pm che hanno condotto le indagini di cui attendevamo con ansia la felice conclusione. E' stato anche grazie ai cittadini roncadesi che amministrazione, polizia locale e forze dell'ordine sono state avvisate di quanto stava accadendo all'interno di un'edificio che si trova nei pressi del centro cittadino».

Le puntuali segnalazioni della cittadinanza, attenta al rispetto delle regole e della convivenza civile, hanno acceso i riflettori sul caso: «Negli appartamenti era stato notato un via vai continuo e consistente di persone estranee alla comunità. I movimenti – prosegue il sindaco - erano tali da non poter non ingenerare dubbi e sospetti. Abbiamo subito chiesto agli uffici comunali competenti, dal Suep (sportello edilizia privata) all'anagrafe, e alla polizia locale di predisporre i controlli, ottenendo anche la massima collaborazione dei carabinieri della locale stazione di Roncade». Un episodio che fornisce al sindaco l'occasione di ribadire con chiarezza che «Nella nostra città non c'è spazio per chi delinque. Questo episodio lo testimonia».

E sul caporalato il sindaco è netto: «Un fenomeno orribile che dovrebbe essere sradicato su tutto il territorio nazionale. Vanno individuate delle soluzioni che assicurino le giuste tutele e un adeguato compenso per i lavoratori e al tempo stesso i necessari margini di guadagno per le imprese agricole che operano nel rispetto della leale concorrenza». 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Zanoni: «Occorre indagare anche sulle aziende che impiegano questi operai»

«Ancora caporali e lavoratori ridotti in schiavitù: bene gli arresti, ma occorre indagare anche sulle aziende che impiegano questi operai agricoli, per essere sicuri che siano davvero all’oscuro e non conniventi». Il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni commenta così l’operazione anticaporalato dei carabinieri di Treviso e Roncade insieme al gruppo dei carabinieri Tutela del lavoro di Venezia che ha portato all’arresto di quattro persone con le accuse di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro in concorso, incendio aggravato e tentata violenza privata.  «Lo sfruttamento dei migranti, soprattutto nelle campagne, denunciato con forza anche oggi da Papa Francesco è drammatico. Nel caso specifico questi braccianti erano addetti alla lavorazione dei campi e potatura vigne in provincia di Treviso dove prestavano la propria opera, sotto stretta sorveglianza, fino a tarda sera e senza il rispetto di alcuna norma di sicurezza sul posto di lavoro, tanto da risultare privi di qualsiasi dispositivo di protezione individuale. Come è possibile che fossero completamente all’oscuro? Vanno accertate le loro responsabilità e la Regione dovrebbe rafforzare la prevenzione, intensificando i controlli e revocando i generosi contributi a fondo perduto che vengono elargiti al settore agricolo, in particolare ben 580 milioni di euro in soli 10 anni al comparti vitivinicolo, così come risulta dalla recentissima risposta dell’assessore Pan a una mia interrogazione. La condizione di estrema ricattabilità in cui vivono i migranti impiegati a nero rende assai complicata l’emersione dei casi di sfruttamento - aggiunge in chiusura Zanoni - Per questo il giovane pachistano, che ha collaborato con i carabinieri e si è affidato alla giustizia denunciando il suo connazionale sfruttatore che poi gli ha incendiato l’auto come ritorsione, merita un aiuto concreto dalle istituzioni».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Camion con mucche e tori si rovescia, caos sulla bretella

  • Adriano Panatta sposa a 70 anni l'avvocato trevigiano Anna Bonamigo

  • Covid-19, in quarantena una classe del Leonardo da Vinci e una della materna di Cimadolmo

  • Truccavano gli esami di guida, autoscuola trevigiana nella bufera

  • Eletto "il Babbo più Bello d'Italia 2020", premiato anche un papà trevigiano

  • Omicidio di Willy, l'autore del post razzista è uno studente trevigiano

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
TrevisoToday è in caricamento