Rossignol Lange: «Nessun rischio per lo stabilimento di Montebelluna»

La direzione dell'azienda smentisce quanto affermato nei giorni scorsi dai sindacati. «Confermati dipendenti e investimenti. In cinque anni incremento del personale di oltre il 15%»

In foto lo stabilimento di Montebelluna

Rossignol Lange rassicura sul futuro dello stabilimento di Montebelluna ed esprime stupore per l’allarme lanciato dai sindacati sul suo futuro. Nel comunicato sindacale si evocava infatti il rischio di licenziamento per 107 dipendenti della società.

«E’ una notizia del tutto priva di fondamento, di cui non riesco a capire la ragione - dichiara il direttore generale Giuseppe Garbujo - Il 21 settembre la direzione del gruppo Rossignol ha annunciato un piano di riorganizzazione che riguarderà alcuni siti francesi, ma che non coinvolge Rossignol Lange. Mi sono premurato di informare subito i responsabili aziendali di quanto stava avvenendo, e immediatamente dopo la dirigenza aziendale ha contattato le Rsu interne, per informarle adeguatamente e per rassicurarle sull’estraneità del sito di Montebelluna al piano». Lo stabilimento Rossignol Lange è presente a Montebelluna dagli anni ‘60, occupa 110 dipendenti a cui aggiungere gli stagionali, essendo rimasto tra i pochi nel settore degli scarponi da sci a mantenere una parte di produzione “made in Italy”. Il sito di Montebelluna è il centro di eccellenza della calzatura dove vengono ideati, sviluppati e industrializzati tutti i prodotti del gruppo legati alla scarpa. Negli ultimi 5 anni, grazie anche alla acquisizioni di nuovi prodotti, Rossignol Lange ha incrementato il personale di oltre il 15%.

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«Il nostro corretto modo di interfacciarci con i dipendenti e le rappresentanze sindacali”, afferma ancora Garbujo “era in questo caso volto a prevenire le preoccupazioni e gli interrogativi dei collaboratori e degli altri stakeholder dell’azienda. A seguito della pubblicazione del comunicato dell’organizzazione sindacale, abbiamo appunto ricevuto chiamate allarmate dagli stessi dipendenti, fornitori e terzisti. Quello che lascia più allibiti - conclude - è che sia stato fatto un comunicato basato su ipotesi, senza che il sindacato tenesse conto di quanto già era stato comunicato dall’azienda alle Rsu. Purtroppo ormai la cosa è fatta e ciò sta causando dei danni a Rossignol».

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