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Il Rotary Club Treviso premia gli studenti trevigiani di origine extracomunitaria

Consegnate cinque borse di studio per altrettanti ragazzi delle scuole superiori della Marca

TREVISO Giovani voci, timide ma sicure, spesso completamente prive di accenti e inflessioni dovute alla loro origine marocchina, nigeriana, cingalese, camerunense o albanese. E parole che raccontano di speranze e anche di delusioni, che invitano a riflettere e a tratti commuovono. Parole che ricordano che anche loro fanno parte di quei flussi migratori spesso espressi solo da numeri, da progetti logistici o politici. Ma che hanno, invece, caratteri ben definiti e tutti i sogni che solo un adolescente può non aver paura di coltivare. Sono le voci dei cinque ragazzi di origine extracomunitaria che frequentano con profitto le Scuole Superiori e i Centri di Formazione Permanente trevigiani, cui il Rotary Club Treviso ha conferito altrettante borse di studio, grazie alla generosità dei soci che per il quattordicesimo anno ha consegnato loro cinque assegni da mille euro.

Istituite quindici anni fa da Mario Di Nicolantonio durante la sua annata di Presidenza del Club, le borse di studio per i ragazzi di origine extracomunitaria sono state assegnate agli studenti segnalati dagli insegnanti degli Istituti superiori della Marca (come da bando comunicato al Provveditorato agli Studi e ai Dirigenti all’inizio dell’anno scolastico) invitati a svolgere un tema sulla loro esperienza italiana e sulle loro aspettative future e a discuterlo con un’apposita Commissione nominata dal Rotary Club Treviso, che ha selezionato i cinque vincitori, premiati martedì 29 maggio durante una festosa serata al Ristorante Migò: appuntamento durante il quale, attraverso la lettura dei loro stessi elaborati, i giovani premiati hanno lanciato inediti messaggi di grande rilevanza sul loro “venire da lontano” e sentirsi italiani, creando anche momenti di autentica commozione.

I premiati, accompagnati dalle famiglie e dagli insegnanti che li hanno segnalati, sono stati: Garzi Anas (Marocco, in Italia dal 2009) dell’Istituto Palladio, con la prof.ssa Anna Durigon; Edosomwan Osazee (Nigeria, in Italia dal 2008) e Pashennedige Ashan Stefano (Sri Lanka, nato In Italia) dell’Istituto Giorgi-Fermi, accompagnati dalla prof.ssa Carmela Bernardi; Djouhou Tene Abdiel Junior Celestin (Camerun, in Italia dal 2007) dell’ Istituto Besta, con la prof.ssa Margherita Rungi; Klaudia Toci (Albania, in Italia dal 2003), del Liceo Da Vinci, accompagnata dalla prof.ssa Paola Brescancin. Come afferma il presidente del Rotary Club Treviso, Paolo Bornello: “Lo stereotipo può renderci la vita più comoda, ma atrofizza il pensiero: dare spazio ad altri punti di vista, ad altre esperienze ed ad altre etnie, può farci avanzare nella visione delle cose e quindi nella soluzione dei problemi: il Rotary lavora anche su questo”.

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