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In foto: rotariani alla Venice Marathon

In foto: rotariani alla Venice Marathon

Rotary: a Monastier il forum dei club del Triveneto

Il governatore De Paola presenta l'iniziativa in programma sabato 20 ottobre che punta a riunire nella Marca tutti i club del Triveneto, sempre più fabbrica di sogni nuovi e ambiziosi

Fervono i preparativi per un importante incontro tra i rotariani del Triveneto. Sabato 20 ottobre, i rappresentanti degli 89 Rotary Club triveneti si ritroveranno (dalla 9 alle 13) a Monastier di Treviso - nei locali gentilmente concessi dalla Banca di Credito Cooperativo di Monastier e del Sile - per l’appuntamento annuale con il Forum sulla Fondazione Rotary, ossia la Fondazione di cui fanno parte tutti i Club Rotary del mondo, che attraverso le donazioni ad essa realizzano progetti e programmi di portata straordinaria.

«A me piace definirla la nostra ‘fabbrica dei sogni’ - spiega Riccardo De Paola, governatore del distretto 2060 che riunisce i club di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige - perché grazie alla Fondazione oltre alle nostre donazioni siamo stimolati a mettere in campo la nostra capacità di ideare, di ricercare, di ‘essere di ispirazione’, per dirla con il motto internazionale dell’annata rotariana in corso». Si parlerà di sogni, quindi, a Monastier sabato prossimo? «Sì, ma nel nostro stile - precisa De Paola - ossia raccontando alcuni dei sogni che abbiamo trasformato in progetti, e che poi abbiamo concretizzato in realtà. I protagonisti di questi progetti, che nel linguaggio internazionale del Rotary definiamo “service”, racconteranno come, ad esempio, da Padova è partito in singolare progetto di lotta all’Aids in Mozambico, e che i rotariani di Aquileia, invece, hanno realizzato trattamenti mirati e avanzati contro i cancro infantile; che a Vicenza  si è dato vita ad un innovativo percorso di consapevolezza emotiva e sociale negli istituti comprensivi locali e che a San Vito al Tagliamento si sta provvedendo alla formazione lavorativa per persone a rischio di emarginazione. Ma presenteremo anche testimonianze di giovani e brillanti studiosi che si stanno perfezionando nel mondo grazie alle nostre borse di studio per la pace e per la ricerca e ricorderemo anche che il 28 ottobre saremo in tanti a partecipare alla Venice Marathon a sostegno del nostro trentennale impegno per l’eradicazione della poliomielite nel mondo». Il governatore De Paola, avvocato di Bressanone dall’impressionante curriculum professionale, è soprattutto un rotariano appassionato e, come ogni altro dirigente di quella che è l’associazione di servizio più grande del mondo, resterà in carica solamente un anno «L’annata rotariana - ricorda - inizia il 1 luglio e si conclude il 30 giugno dell’anno seguente, data in cui decadono tutti i presidenti ed i Governatori dei Distretti che lasciano il posto ai nuovi dirigenti già eletti con ampio anticipo proprio per garantire continuità ma anche per non sovraccaricare di responsabilità persone che offrono la loro opera in pieno spirito volontaristico».

Ma cosa c’entra la Venice Marathon con l’eradicazione della poliomielite nel mondo? «Il nostro sogno più grande, quello che accomuna tutti i rotariani del mondo, si chiama “End Polio Now”, ed è iniziato circa quarant’anni fa proprio in Italia, da dove sono partite le prime vaccinazioni antipolio nelle Filippine. Poi ha rapidamente ‘contagiato’ tutto il mondo e nel 1988 abbiamo sognato di vaccinare tutti i bambini del mondo contro questa terribile malattia che per noi, fortunatamente, è un ricordo lontano, anche se sono ancora molti coloro che l’hanno contratta da bambini prima dell’introduzione del vaccino in Italia. Da allora abbiamo cominciato a vaccinare i bambini, abbiamo chiesto aiuto a tutti data l’enormità dei numeri e la difficoltà di raggiungerli, nonché di convincere i loro genitori. Le difficoltà logistiche non ci hanno fermato, abbiamo cominciato a mandare rotariani volontari a fare le vaccinazioni. Non abbiamo mai smesso anche quando abbiamo avuto il sentore dell’enormità del problema e forse qualche senso di smarrimento o di abitudine, che è ancor più pericolosa. Abbiamo imbarcato nella nostra avventura associazioni internazionali americane, l’organizzazione mondiale della sanità, l’Unesco, Governi. Abbiamo trovato fondi anche quando molti governi si sono tirati indietro. Ed ora, a distanza di 30 anni, tutti i dati dicono che ci manca pochissimo per liberare definitivamente il mondo dalla polio. Insomma, abbiamo vinto tutti i dubbi e ora dobbiamo fare l’ultimo sforzo, ma sappiamo di essere in grado di procurare l’ultima necessità finanziaria a raggiungere lo scopo, per questo iscrivendoci come runner alla Venice Marathon, già da qualche anno, raccogliamo anche fondi per questo progetto. E già solo per questo - senza contare tutto il resto, che è tanto - siamo orgogliosi di essere rotariani. Ricordatelo quando vedrete i nostri pettorali rossi alla Venice Marathon addosso a “runner” magari non propriamente atletici: stanno partecipando per vincere una malattia devastante, non la corsa».

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