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Il campeggio Cadore con la roulotte di N.Z. (Riproduzione riservata)

Il campeggio Cadore con la roulotte di N.Z. (Riproduzione riservata)

Natale in montagna cancellato: «La roulotte non è una seconda casa»

N.Z, 39enne residente a Ponzano Veneto, non ha potuto raggiungere la sua roulotte a Selva di Cadore per un interpretazione del "Decreto Natale" fatta dal Prefetto di Belluno

Era pronto a trasferirsi nella sua roulotte fissa a Selva di Cadore (BL) per trascorrere Natale e compleanno insieme a moglie e figli ma, un'interpretazione del "Decreto Natale" da parte del Prefetto di Belluno gli ha impedito di muoversi da casa.

N.Z., 40 anni da compiere il 26 dicembre, vive a Ponzano Veneto con moglie e due figli di 9 e 13 anni. Al "Campeggio Cadore", in località Peronaz, è proprietario insieme alla moglie di una roulotte fissa con pre-ingresso (casetta in legno collegata alla roulotte). Di fatto la roulotte ed il pre-ingresso sono "autosufficienti" essendo dotati di cucina, bagno e letti. Tutto contrattualizzato e in piena regola. Durante il periodo natalizio e in vista del suo 40esimo compleanno, N.Z. voleva sfruttare l'opportunità del Decreto legge di spostarsi verso le seconde case all'interno della regione per raggiungere la roulotte e "isolarsi" con i propri familiari in mezzo ad un bosco pieno di neve dal 24 al 27 dicembre e dal 31 dicembre al 6 gennaio. Mercoledì sera però, il gestore del campeggio lo informa che il Prefetto di Belluno ha deciso che la roulotte con pre-ingresso, anche se di proprietà, anche se fissa e non mobile non può considerarsi seconda casa.

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Una vera e propria doccia fredda per il 39enne che, poche ore più tardi, ha deciso di chiamare la Polizia locale a Selva di Cadore per chiedere maggiori informazioni a riguardo. Gli agenti gli hanno risposto che, secondo loro, avrebbe potuto raggiungere la roulotte fissa non essendo un mezzo che si può spostare e considerato come una seconda casa. Il problema sembrava risolto, peccato che i carabinieri della locale stazione non la pensassero allo stesso modo. «Per ben due volte ho provato a chiamarli e mi hanno confermato l'interpretazione del Prefetto dicendo in entrambi i casi che la decisione spettava a me. Potevo raggiungere la roulotte a mio rischio e pericolo» spiega N.Z. che, per non rischiare, ha deciso di non partire per la montagna e trascorrere le feste a Ponzano. L'amarezza rimane tanta però: «Questa decisione del Prefetto è frutto di quale legge? O forse è l'ennesima interpretazione di leggi mal scritte, non chiare e forse create con l'intento di incrementare la confusione ed il disagio in un periodo di incertezze governato da Dpcm, annunci e vociferare? - si chiede il 39enne ai nostri microfoni - In un territorio che sta pagando cara una stagione bloccata da stop, divieti e regole che mettono in estrema difficoltà i suoi abitanti e tutto il tessuto economico, come si fa a non pensare che magari un pieno di benzina lo avrei potuto fare, una pizza da asporto l'avrei consumata, una colazione o una spesa al supermercato. Una pec alla Prefettura l'ho scritta, non tanto per sperare in una ragionevole marcia indietro sulla decisione presa, ormai ho perso le speranze, ma solo perché da cittadino non voglio sempre subire discutibili prese di posizione ma pretendo di capire il perché di questa ennesima privazione della mia libertà e soprattutto a quale legge, decreto, Dpcm o altro faccia riferimento».

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