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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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Male incurabile, il sorriso di papà Ruggero si spegne a 52 anni

Ciclismo trevigiano in lutto per la scomparsa di Ruggero Tasca, consigliere e tuttofare dell'Uc Giorgione. Lascia la moglie Marina e due figli, Andrea e Laura. Martedì 12 ottobre i funerali

Un altro lutto nel ciclismo della Marca dopo la scomparsa di Graziella Gatto, cicloturista e infermiera di Treviso a tre anni dall’incidente. Nel fine settimana appena trascorso è venuto a mancare Ruggero Tasca, consigliere, meccanico e tuttofare dell’Uc Giorgione. Aveva 52 anni. Sabato il decesso all’ospedale di Vicenza. Tasca abitava a Pozzoleone, in provincia di Vicenza, e faceva di lavoro il camionista. Lascia la moglie Marina, casalinga, e due figli entrambi corridori del Giorgione, Andrea e Laura. Il rosario verrà recitato stasera alle ore 19 nella chiesa di Pozzoleone, mentre i funerali si svolgeranno domani, martedì 11 ottobre alle ore 15.

Giuseppe Parolisi, direttore sportivo degli juniores dell’Uc Giorgione, lo ha voluto ricordare con queste parole. «Ci siamo conosciuti circa dieci anni fa quando suo figlio Andrea ha iniziato l'avventura con il Giorgione e il solo sentire che faceva lo stesso mestiere di mio papà mi dava tanta sicurezza - ricorda Parolisi - Poi abbiamo iniziato la nostra avventura nel gestire gli atleti juniores. Per me era la prima volta ma tu, Ruggero, sempre che mi incitavi e mi invogliavi a non mollare. Abbiamo trascorso dieci anni dove non è mai passato un lunedì senza che parlassimo di gare. Ogni giovedì ci si sentiva perché te sapevi tutte le strade e meglio di un navigatore mi davi tempi e modi. Quante volte sei stato la mia spalla forte ma dietro una buona prestazione dei nostri ragazzi cedevamo entrambi alle emozioni. Ci si sentiva per farci compagnia a vicenda te sempre in quel camion, ma la domenica dovevi essere con i corridori perché era la tua passione. Senza mai tralasciare la tua cara moglie Marina con cui eri premuroso e i tuoi figli Laura e Andrea di cui eri tanto orgoglioso. Caro Ruggero, te ne sei andato troppo presto per me. Avremmo dovuto fare tanta strada assieme con quel furgone, avremmo dovuto fare tante telefonate ancora. Chi mi terrà compagnia, chi cercherò di abbracciare ogni domenica e ogni volta che ci vedevamo, chi avrà tanta premura. In soli tre mesi la malattia ti ha portato via. Troppo presto, troppo. Anche lassù sicuramente capiranno quanto buono e disponibile sei. Addio gigante buono. Addio amico mio»

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