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Giro d'Italia a Treviso, inaugurata la mostra "Ruota a Ruota"

Giovedì 26 maggio il taglio del nastro al Museo di Santa Margherita: manifesti storici e bici d'epoca in mostra per festeggiare il passaggio della corsa rosa nella Marca. Ingresso gratuito fino alle 18

Il ciclismo d'oggi è diretto discendente di quello, pionieristico, raccontato al museo nazionale Collezione Salce nella mostra "Ruota a ruota. Storie di biciclette, manifesti e campioni" inaugurata questa mattina, giovedì 26 maggio, a poche ore dall'arrivo del Giro d'Italia in città. L'esposizione è una raccolta imperdibile di manifesti storici dedicati al mondo delle due ruote che, fino al 2 ottobre, si potranno visitare all'ex chiesa di Santa Margherita. Per raggiungere il traguardo di Treviso il Giro d'Italia attraverserà oggi il quartier del Piave e le colline di Valdobbiadene, patrimonio Unesco, per arrivare nel capoluogo attraverso la Pontebbana. Il 26 maggio, conclusa la breve cerimonia inaugurale della mattina, la mostra resterà aperta a tutti ad ingresso libero fino alle 18.

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I commenti

«I ciclisti impegnanti nella corsa rosa non avranno il tempo per tuffarsi nella storia della loro professione - commenta la direttrice del Salce, Elisabetta Pasqualin - ma se lo potessero fare troverebbero in mostra, oltre alle bici Pinarello che hanno fatto la storia del ciclismo degli ultimi cinquant’anni, i manifesti di passate edizioni del Giro, e di altre competizioni, ma anche affiches storiche che rimandano alla nascita della bicicletta, quando non era uno strumento sportivo ma uno potentissimo volano di promozione sociale. Grazie alle due ruote è nato un turismo che oggi è diventato popolarissimo».

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«La storia di Treviso e quella della bicicletta si intrecciano da oltre un secolo - conclude Antonella Stelitano, consulente storica della mostra -. Sono storie di marchi, di società ciclistiche, di gare, di primati, di passione per le due ruote, storie economiche, sociali, di costume. Cambiano l’Italia e cambiano la città di Treviso. Come rappresentante della Società italiana di storia dello sport e come trevigiana sono davvero lieta che questa storia sia raccontata oggi attraverso questi manifesti magnifici».

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