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Polemica sugli orari di apertura: la sala slot ricorre al Tar contro il Comune

A Montebelluna, dopo l'entrata in vigore dell'ordinanza contro sale slot e gioco d'azzardo in città, una nota società ha deciso di attaccare legalmente il Comune in tribunale

MONTEBELLUNA A poco più di due mesi dalla firma dell’ordinanza che disciplina l’attività delle sale slot macchine e gli apparecchi di vincita è stato notificato al Comune di Montebelluna il ricorso al TAR presentato da una società che gestisce una nota sala giochi nel territorio montebellunese.

Nell'atto giudiziario vengono citate anche l’Ulss 2 Marca Trevigiana e l’Associazione Comuni della Marca Trevigiana. Con il ricorso presentato nelle scorse ore, la sala slot chiede l’annullamento, previa sospensiva, dell’ordinanza pubblicata lo scorso 26 febbraio ed anche dello schema di Regolamento elaborato dall’Associazione Comuni della Marca Trevigiana approvato dal Comune lo scorso anno e della delibera del giugno 2017 relativa alla mozione del consigliere Carmine Bianco su “ludopatia ed informazione”. L’ordinanza è il risultato di un percorso amministrativo volto a contrastare l’insorgere di fenomeni devianti nell’utilizzo di slot machine ed apparecchi di vincita e ha lo scopo di dettagliare le limitazioni stabilite dal Regolamento definendo l’orario di esercizio dalle ore 8.00 alle ore 22.00 di tutti i giorni, compresi i festivi, nelle sale giochi e le sale di raccolta scommesse. L’ordinanza stabilisce l’orario di esercizio dalle ore 9 alle 12.30 del mattino e dalle 15 alle 22 di tutti i giorni per le stesse attività se ubicate a distanza minore di 500 metri dai “luoghi sensibili” quali ad esempio istituti scolastici di ogni ordine e grado, biblioteche, urban center e centri di aggregazione giovanili. Alla luce di quanto appena detto, la sala slot contesta al Comune la limitazione dell’orario di esercizio che con l’ordinanza da illimitato viene ora concesso nella fascia oraria che va dalle 8.00 alle 22.00. Tra le motivazioni il fatto che, trattandosi di un locale di svago, esso vien più comunemente frequentato nelle ore serali e notturne, ora interdette. Inoltre, la chiusura dalle 22 alle 8 comprime i ricavi della sala giochi e la costringe alla riduzione del personale che attualmente conta 4 dipendenti e alla riduzione dell’indotto relativo alla fornitura e manutenzione degli apparecchi da gioco e per la somministrazione di alimenti e bevande. 

Commenta il sindaco, Marzio Favero: “Io non ritiro l’ordinanza e ci prepariamo a resistere in tribunale. Sono troppi i segnali di sofferenza che mi vengono sia dai servizi sociali, sia dal territorio nelle famiglie che hanno persone che soffrono di ludopatia. La regolamentazione in questo tipo di attività ci deve essere. Il Consiglio comunale mi ha dato un mandato fondato su un Regolamento che è stato approvato e condiviso con altri comuni ed intendo onorarlo. Avevamo messo in preventivo anche questo tipo di scenario, cioè che qualche privato potesse ricorrere ma c’è una responsabilità verso gli interessi generali della comunità che il Comune è chiamato a tutelare. Il privato no. Ciò che spiace è che sia lo stesso Stato che promuove campagne contro le ludopatie ad autorizzare in via esclusiva questo tipo di attività scaricando ai Comuni il compito di cercare di regolamentare l’accesso alle sale giochi”. Conclude il presidente della Commissione Regolamenti, Adalberto Bordin: “Chi ha il dovere di amministrare, deve anteporre la salute dei cittadini a qualsiasi altra problematica. Per questo, pur essendo dispiaciuti per la situazione descritta, siamo determinati a resistere in sede di Tribunale amministrativo. Ricordo che il percorso per definire il regolamento di contrasto alle ludopatie è stato lungo e approfondito, ma soprattutto ampiamente condiviso da tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale perché la tematica ha ben poco di politico e molto, purtroppo, di drammatico. E’ inoltre stata vincente la scelta di adottare lo schema definitivo di Regolamento dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana poiché si tratta di uno schema unitario che rende omogenee le regole di funzionamento delle sale slot. Purtroppo i dati riguardanti la ludopatia sono sempre più allarmanti per questo chi amministra ha il dovere morale di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per arginare il fenomeno. Il Consiglio comunale ha prodotto un ottimo Regolamento contro la ludopatia: ora abbiamo il dovere sia amministrativo che morale di farlo rispettare”

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