Giovedì, 17 Giugno 2021
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San Biagio di Callalta: alla scuola dell'infanzia piantato "L'albero di Michela"

Il gesto simbolico è in memoria di Michela Coletto, giovane mamma e imprenditrice originaria della frazione, che da 18 anni svolgeva il ruolo di segretaria volontaria della scuola paritaria intitolata a San Giuseppe.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Da lunedì sera 26 aprile nel giardino della scuola d'infanzia paritaria San Giuseppe di Sant'Andrea di Barbarana, frazione di San Biagio di Callalta, c'è una nuova pianta a fare ombra e compagnia ai bambini che frequentano quella scuola. E' "L'albero di Michela", un leccio che è stato piantato a memoria di una donna straordinaria, che proprio il 26 aprile 2021 avrebbe compiuto 50 anni, ma che è stata portata via da un male crudele alla vigilia dello scorso Natale. Michela Coletto era una giovane mamma, moglie ed imprenditrice originaria di Sant'Andrea di Barbarana, dove era nata, cresciuta e dove - insieme ai fratelli - gestiva l'azienda di famiglia di costruzioni e opere stradali.

Viveva con il marito e le due figlie a San Donà di Piave (VE), dove era impegnata a sostegno della locale Accademia Pattinaggio; nonostante tutti questi impegni e carichi familiari e professionali, da 18 anni Michela era anche segretaria volontaria della scuola d'infanzia parrocchiale di Sant'Andrea di Barbarana, suo paese di origine, al quale era rimasta legatissima. Lunedì sera, nel giardino della sua amata scuola d'infanzia, le famiglie Coletto e Fregonese, insieme a tanti amici e bambini, hanno piantumato "L'albero di Michela": un leccio, scelto per il suo significato di "perseveranza, dignità, maestosità e forza. Lo abbiamo scelto per ricordare te, la tua forza e la passione che mettevi in tutto ciò che facevi. Il suo tronco sarà di sostegno come lo sei stata tu per molte persone; le sue foglie giocheranno divertite con il vento, come tu amavi stare insieme con le persone care; la sua ombra sarà di ristoro, come la tua presenza lo è stata e continuerà ad esserlo per tutti noi".

Il gesto simbolico di piantumazione dell'albero è avvenuto al termine di una celebrazione eucaristica molto partecipata, presieduta dal parroco don Franco Zoggia. Anche l'omelia è stata tutta incentrata sul significato degli alberi, "che parlano a chi sa ascoltare e guardare. Parlano di noi e di come siamo, del nostro modo di intendere la vita e di pensare al futuro, prendendoci cura gli uni degli altri". Infine, don Franco ha espresso un "grazie alla memoria di Michela, per il dono della sua vita, che è stata breve, ma intensa. Il nostro è un grazie che cerca di alleviare e consolare un grande e triste dolore per la sua perdita". La poesia di Germana Bruno, "Bambini e alberi", ha sugellato questo momento significativo. "Tutti gli alberi ed i bambini si assomigliano, sono vicini, se tu li pianti nel giusto terreno e poi l'innaffi sin dal mattino, dai loro luce, cibo e calore, spargono gioia, profumo e colore. [...] Bambini e boschi son belli e freschi, se tu ci entri, li vivi, li esplori, troverai in essi i più grandi tesori".

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