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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Attualità San Biagio di Callalta

Un libro con la storia di Roverè in dono a tutte le famiglie

Nel volume dell'autore Ivano Sarto si racconta la storia della piccola frazione. La presentazione dell'opera è in programma il 21 aprile alle ore 20,30 presso la villa Navagero Erizzo

Le quattrocento famiglie che risiedono a Rovarè riceveranno in dono il volume, scritto da Ivano Sartor, che racconta la storia della piccola comunità di cui, in passato, si innamorò il pittore Tiziano Vecellio, deciso ad acquisire alcuni terreni, senza alla fine riuscirci. La presentazione del volume (quasi 400 pagine, con un ricco corredo fotografico, distribuito nelle librerie e piattaforme online da Antiga Edizioni) si terrà domani, venerdì 21 aprile, alle ore 20.30, presso villa Navagero Erizzo. Ad annunciare l’uscita del libro, dal titolo “Rovarè. Storia di monaci, patrizi e contadini”, sono stati Antonio Biasi, presidente dell’associazione Callis Alta, promotrice di tante iniziative culturali in paese, e Renzo Bigaran, rappresentante dell’omonima società, sponsor, durante un incontro in municipio, alla presenza del Sindaco. 

Sono tanti i fatti, le curiosità, gli aneddoti raccontati con grande rigore storico da Ivano Sartor nel libro. Un lavoro certosino, durato tre anni. "Si tratta di una ricerca – spiega l’autore – che si presta a letture diverse, accessibile a tutti. Un volume da leggere magari per capitoli, scritta anche con un intento anche didattico”. Dalle pagine emergono figure di potenti dell’epoca, come Pietro I, re di Cipro, che soggiornò a Rovarè nel 1368, ospite del suo medico di corte Guido da Bagnolo; o di straordinari personaggi nativi di questa comunità, come suor Luciana Goso, eroina della Resistenza, o Gino Donè, una personalità della rivoluzione castrista di Cuba. Un capitolo a parte è stato dedicato alla millenaria fiera di San Lorenzo. “Una delle più antiche documentate sul nostro territorio, la cui prima edizione – scrive Sartor – risale al 1037 e che in passato era frequentata da tantissime persone, tanto che si ricordano ancora i treni speciali istituiti per l’occasione”. 

Rovarè, come si sa, deve il suo nome all’esistenza di antiche estensioni boschive di roveri, possedimenti dell’abbazia benedettina di S. Maria di Pero. Nel suo territorio, ancor oggi, si trovano storiche dimore, proprietà di famiglie importanti. Tra la ricca documentazione iconografica, spunta una bella cartolina, acquistata da Callis Alta, del primo decennio del ‘900 che ritrae il negozio di pizzicagnolo in piazza S. Lorenzo, che commerciava vari generi, visibili nella foto: cementi, bozzoli del baco da seta, utensili vari, candele, birra San Marco e altro. 

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