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La sede dell'azienda

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Impennata di commesse per Somec ma neppure un euro per il pasto dei dipendenti

Per martedì 11 dicembre la Fiom Cgil trevigiana ha indetto un’ora di sciopero nello stabilimento di San Vendemiano

Un’ora di sciopero in entrata nel turno pomeridiano. Si svilupperà così nella giornata di martedì 11 dicembre la protesta dei lavoratori della Somec Spa di San Vendemiano. A darne notizia è Paolo Chinellato della FIOM CGIL di Treviso che denuncia l’irrigidimento delle relazioni industriale con la società di via Palù, sorda a qualsiasi richiesta avanzata nell’ultimo anno dalle rappresentanze sindacali.

La ditta leader mondiale nella realizzazione di involucri vetrati per navi da crociera, e che gode di ottima salute, tant’è che al suo attivo ha importanti commesse milionarie e conta oltre trecento altri progetti – fanno sapere dalla FIOM CGIL – dopo aver rigettato totalmente la parte normativa della piattaforma di accordo integrativo ratificata dall’assemblea dei lavoratori nel 2017 e rinviato qualsiasi discussione relativamente alla parte economica, punto nodale il premio di risultato, non ha neppure preso in considerazione l’ultima delle richieste avanzate dalle rappresentanze sindacali, ovvero se non la gratuità almeno la riduzione del costo della mensa a carico dei dipendenti, complessivamente 205 nello stabilimento trevigiano. Un mancato confronto che è diventato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E, dunque, per la FIOM CGIL è mobilitazione.

«Un primo rifiuto da parte della direzione aziendale è arrivato a inizio anno quando ha totalmente rigettato la parte normativa della piattaforma ratificata dall’assemblea dei lavoratori - ripercorre la vicenda Paolo Chinellato - Direzione che, nonostante si fosse detta disposta a discutere invece della parte economica, per mesi non ha risposto a nessuna delle nostre sollecitazioni. Un dialogo inesistente che ha poi visto le Rsu apprendere solo dalla stampa le milionarie acquisizioni di commesse e del consolidamento del gruppo a livello internazionale. Anche alla luce del trend di crescita, a ottobre abbiamo avanzato la proposta di erogazione di una somma una tantum per fine anno a incentivo dei dipendenti e quale segnale per avviare una serena discussione sul premio di risultato per l’anno 2019, negato ancora una volta. Come negato è stato un ultimo tentativo di apertura condotto dalle Rsu nel mese di novembre con la richiesta all’azienda di farsi carico quantomeno del costo della mensa o come minimo di una parte, anche un solo euro. La misura ormai è colma - attacca Chinellato -, finito il tempo delle richieste e dei tentativi di confronto ci vediamo costretti alla mobilitazione dei lavoratori».

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