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Dona un rene alla sorella Roberta: Michele Rebellato "cittadino onorario" di San Zenone

Un gesto straordinario, realizzato lo scorso 8 aprile quando ha donato un rene alla sorella, per anni sottoposta a dialisi peritoneale dopo aver contratto uno streptococco in gola che ne aveva provocato Nefropatia di Berger e già trapiantata nel 1997 a Treviso all’età di 22 anni

Da ieri San Zenone degli Ezzelini ha un cittadino onorario in più. Il sindaco Fabio Marin ha conferito ieri sera la cittadinanza onoraria a Michele Rebellato, 59 anni, già cittadino sanzenonese ma residente a Caerano di San Marco da oltre 30 anni con la moglie Lorella. E’ padre di Lisa e Maria. A motivare la scelta della giunta, un suo gesto straordinario, realizzato lo scorso 8 aprile quando ha donato un rene alla sorella Roberta, per anni sottoposta a dialisi peritoneale dopo aver contratto uno streptococco in gola che ne aveva provocato Nefropatia di Berger e già trapiantata nel 1997 a Treviso all’età di 22 anni. Entrambi fanno parte di una famiglia numerosa: Michele è il secondo e Roberta l’ottava di 9 fratelli, ha 47 anni ed è sposata da più di 15 anni con Alberto. Ha una figlia – Arianna - di 13 anni, partorita dopo aver subito il trapianto di rene.

«Un gesto sacro che pone la vita al primo posto, una scelta etica, di civiltà, che testimonia una piena adesione alla fratellanza e alla solidarietà reciproca» si legge nelle motivazioni divulgate alla platea presente alla cerimonia avvenuta ieri sera presso il centro polivalente La Roggia della cittadinanza onoraria nel corso di una serata particolare – partecipatissima - che ha visto prima lo svolgimento del consiglio comunale che ha votato a favore all’unanimità e, a seguire, un evento di sensibilizzazione alla donazione di organi promossa dall’AIDO Regione Veneto, dal Gruppo Comunale Aido di San Zenone degli Ezzelini, dal Centro Regionale Trapianti Veneto e dall’Azienda ULSS2 Marca Trevigiana. La cittadinanza onoraria conferita a Rebellato è infatti strettamente collegata al valore della donazione, considerato un atto gratuito, anonimo e solidale per restituire una vita piena a chi è in attesa di ricevere un trapianto, una terapia sicura e consolidata per la cura delle gravissime insufficienze d'organo. Nel caso di Michele e Roberta la compatibilità per la donazione – dopo gli esami necessari – è risultata praticamente totale. “Identici” era scritto nella cartella clinica di Michele.

Commenta Michele Rebellato: «La motivazione per cui ho voluto donare è unica: perché voglio bene a mia sorella. La nostra è una famiglia molto unita per cui non c’è stato un momento di dubbio nell’offrirmi alla donazione. La difficoltà è stata nell’affrontare l’iter, nel verificare la compatibilità e lo stato di salute ma appena ci sono stati gli esiti positivi, la convinzione da parte mia è stata totale, condivisa con mia moglie e le mie figlie. E’ un gesto che rifarei ancora perché vedo quanto meglio sta ora mia sorella, anche grazie al mio rene e credo che con questa azione abbiamo testimoniato che insieme le cose si possono fare».

Aggiunge Roberta Rebellato: «Dopo l’operazione il mio corpo è tornato in vita dopo tanta sofferenza perché da due anni – proprio nel periodo del lockdown – non stavo piu’ bene. Nei giorni in cui ero all'ospedale e anche prima dell’intervento non mi rendevo conto: prima stavo male e poi avevo il recupero dell'operazione. Il giorno in cui mi hanno dimesso e nei giorni successivi piangevo tanto, sempre. Ho metabolizzato cosa Michele aveva fatto per me: si è tolto una parte di sè per darlo a me e ha messo a rischio la propria vita per me: una cosa immensa per la quale non finirò mai di ringraziarlo».

Conclude il sindaco, Fabio Marin, che per 8 anni è stato anche presidente dell’AIDO: «L’amministrazione ha voluto conferire la cittadinanza onoraria a Michele Rebellato per riconoscere il grande gesto di amore che ha rivolto alla sorella che, di fatto, ha permesso di salvare la vita ad una nostra concittadina. Come amministrazione vogliamo dare un forte segno del valore della donazione perché è indubbio che se ci fossero piu’ donazioni questi gesti estremi, come quello compiuto in vita da Michele Rebellato, non sarebbero necessari. A San Zenone conosciamo bene queste esperienze perché già la compianta Dorina Rech ricevette un rene dalla madre così come Lucia Andreatta, che ora non risiede piu in paese, è tornata a vivere grazie ad un rene donato. La nostra sensibilità nei confronti della donazione è totale tant’è che, una volta riqualificato la parte sud del Municipio, intitoleremo la nuova piazza proprio ai donatori».

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