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Sanità, i sindacati attaccano l'Ulss 2: «Sempre più prestazioni private, cala il personale»

Giovedì 23 maggio la presentazione del risultati dell’analisi che rileva i nuovi assetti della sanità trevigiana nell’intreccio tra pubblico, privato convenzionato e privato. Replica immediata dell'azienda sanitaria: «Le prestazioni private sono solo il 14%»

Il centro studi del sindacato dei pensionati di Cgil Treviso ha preso in esame il Bilancio di esercizio, la relazione sulla gestione dell’anno 2022 e il Piano integrato di attività e organizzazione 2023-24 dell’azienda Ulss 2 Marca Trevigiana.

I risultati sono stati presentati oggi, giovedì 23 maggio, con lo scopo, da parte dei sindacati, di portare alla luce i nuovi assetti della sanità nel territorio della Marca, portando alla luce l’intreccio tra pubblico, privato convenzionato e privato. Presenti il segretario generale di Spi Cgil Treviso, Vigilio Biscaro, la segretaria provinciale confederale delle Cgil con delega al welfare, Marta Casarin e la ricercatrice del Centro studi, Anna Rita Contessotto. Secondo i dati presentati proprio dalla dottoressa Contessotto, i posti letto nei reparti di Medicina sarebbero in calo anche a causa anche della diminuzione del personale infermieristico (20 gli infermieri mancanti nell'Ulss 2). «Inoltre - chiude Contessotto - le prestazioni per la medicina riabilitativa, nella Marca sono per il 96% private o private convenzionate». Il segretario Vigilio Biscaro usa parole forti: «L'Ulss 2 fa acqua da tutte le parti: sempre meno personale in servizio e azienda che non riesce a soddisfare i bisogni della popolazione». Marta Casarin conclude: «La nostra provincia sconta una mancata programmazione nella gestione dei professionisti, sempre più orientata alla privatizzazione dei servizi. Noi pensiamo invece sia necessario dare alle regioni l'autonomia di investire liberamente nei fondi per la sanità pubblica. Solo in questo modo sarà possibile tornare a un modello virtuoso». La replica dell'azienda sanitaria non si è fatta attendere: il direttore generale dell'Ulss 2, Francesco Benazzi, ha dichiarato. Collaborare con il sistema privato non vuol dire privatizzare la sanità: dal 2021 al 2023 le prestazioni sanitarie private sono state il 14% del totale, quelle erogate dal pubblico, invece, l'86%. La sanità privata è di sicuro una gamba importante della sanità territoriale. Siamo i primi a indirizzare i pazienti nel privato convenzionato se nel pubblico non abbiamo professionisti specializzati a disposizione ma in alcuni casi, come le visite dermatologiche, non si trovano specialisti né nel pubblico, né nel privato». 

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