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Sabato, 21 Maggio 2022
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Inaugurata a Santa Caterina la mostra in ricordo di Giuseppe Mazzotti

Fino al 4 febbraio sarà possibile ripercorrere l’attività di Giuseppe Mazzotti a difesa delle Ville Venete

Nel 1952 “Bepi” espose per la prima volta a Treviso a Palazzo dei Trecento, e successivamente in Italia, Austria, Germania, Francia, Inghilterra e Stati Uniti d’America, le foto dello stato di abbandono e di degrado delle Ville Venete. Dal 20 gennaio al 4 febbraio sarà possibile scoprire le iniziative portate avanti allora da Mazzotti e, in seguito, dalla realtà culturale che porta il suo nome. Il percorso espositivo inizia con un focus sulla storia della vita di “Bepi” e delle sue passioni, su tutte la fotografia e la montagna. Prosegue poi con le pubblicazioni dedicate alle Ville Venete antecedenti al 1952, ovvero quelle di Fritz Burger (Die Villen des Andrea Palladio, 1909), di Vittorio Cicala (Ville venete, 1914) di cui saranno esposte alcune tavole, di Giulio Fasolo (Le Ville del Vicentino, 1929) e di Bruno Brunelli e Adolfo Callegari (Ville del Brenta e degli Euganei, 1931), che per la prima volta sono qui riunite insieme. Questi volumi costituiscono le basi di partenza da cui poi “Bepi”, grazie all’aiuto di altri personaggi importanti dell’epoca, portò a conoscenza del grande pubblico il problema della salvaguardia di un’eredità culturale del nostro territorio, quali sono le Ville Venete.

Lungo le pareti laterali della terza area si potranno ammirare una selezione di scatti della celebre mostra del 1952 e le locandine originali dei suoi allestimenti prima in Italia a Milano (1953) e a Roma (1953), per poi passare al circuito estero con Londra (1954), Dusseldorf (1961) e Vienna (1964). Al centro invece originali di foto esposte in varie mostre e una teca con strumentazione fotografica usata da Mazzotti. A conclusione una serie di pannelli dell’indagine “vincoli e paesaggio” svolta nel 2001 sullo stato di questi edifici da tutelare ed il paesaggio contermine variato negli anni. Il visitatore, inquadrando i QR Code presenti nelle didascalie, potrà scoprire altre curiosità e geolocalizzare le ville menzionate. L’intento è quello di far conoscere l’eredità di Mazzotti, composta da migliaia di foto e materiali unici poco noti al grande pubblico.

«Questa mostra ha un duplice significato: da un lato permette di conoscere l’attività di Giuseppe Mazzotti a difesa del patrimonio inestimabile delle Ville Venete e dall’altro segna l’inizio del nuovo corso della Fondazione a lui dedicata, che sarà fondamentale per la promozione e la valorizzazione della nostra Città e del territorio - afferma l’assessore ai Beni Culturali e Turismo del Comune di Treviso, Lavinia Colonna Preti - Giuseppe Mazzotti, grazie alle sue opere, è riuscito a smuovere coscienze e sensibilità ed è anche a lui che dobbiamo il processo di valorizzazione delle Ville Venete, fiore all’occhiello della nostra Regione».

«Questa prima esposizione sancisce l’inizio del nuovo corso della Fondazione Mazzotti - dichiara il presidente della Fondazione Mazzotti, Fabrizio Renzi - Questo è il primo di futuri eventi che nel corso del 2022 renderanno di nuovo fruibili a tutti le bellezze del patrimonio culturale che “Bepi” ci ha lasciato e che grazie a sua figlia Anna Maria continuano a vivere». La mostra gode del patrocinio del Comune di Treviso, della Provincia di Treviso e dell’Associazione Premio Letterario Giuseppe Mazzotti con la collaborazione tecnica di Plurimedia di Gabriele Coassin.

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