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Martedì, 7 Dicembre 2021
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Sciopero del comparto igiene ambientale: «Raccolta rifiuti a rischio»

Lunedì 8 novembre lo sciopero nazionale: possibili disagi nei Comuni della Marca. I servizi minimi saranno garantiti. Invito a non lasciare esposti i bidoni non raccolti

Lunedì 8 novembre sarà giornata di mobilitazione per i lavoratori dei servizi ambientali: sciopero generale per l’intera giornata per tutti i turni e presidio unitario dalle ore 10 alle 13 di fronte al municipio del capoluogo trevigiano. Nella Marca interessati circa mille addetti del settore, tra pubblico e privato, per rivendicare il rinnovo di un contratto scaduto da oltre due anni. A darne notizia le segreterie territoriali di FP CGIL, FIT CISL e Uiltrasporti, che puntano il dito contro le associazioni datoriali, Utilitalia per la parte pubblica, Confindustria Cisambiente e Fise Assoambiente per quella privata, insieme alle tre centrali cooperative, Agci, Confcooperative e Legacoop, “responsabili - a detta dei Sindacati di categoria - della rottura delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di settore, dopo ben 27 mesi dalla scadenza, ponendo condizioni inaccettabili e irricevibili”.

Le richieste datoriali, rigettate dai Sindacati, vedono infatti la contrattualizzazione di una flessibilità estrema sull’organizzazione del lavoro attraverso il sistema degli orari; il ridimensionamento del sistema delle relazioni industriali così che i lavoratori si vedrebbero privati della rappresentanza e della partecipazione all’interno dell’azienda; la precarizzazione dei rapporti di lavoro soprattutto per lavoratori part time; l’eliminazione totale del limite massimo dei lavoratori part time presenti in azienda; il collegare la parte economica esclusivamente agli indici inflattivi e alle dinamiche del corrispettivo economico del committente all’azienda; il mancato riconoscimento delle professionalità degli addetti agli impianti.

Contro questa impostazione, FP CGIL, FIT CISL e Uiltrasporti rivendicano invece la necessità per i lavoratori del settore di adottare un contratto nazionale unico e di filiera attraverso l’allargamento del campo di applicazione verso gli impianti di riciclo. Un contratto che miri al rafforzamento delle relazioni industriali attraverso un sistema maggiormente partecipativo dei lavoratori e all’evoluzione delle condizioni lavorative per tutelare la salute degli operatori, nonché alla formazione continua. Sul piatto per i Sindacati anche il miglioramento della classificazione del personale, il perfezionamento degli articoli relativi ai lavoratori degli impianti, l’esigibilità contrattuale della clausola sociale e per finire un accordo economico che non tenga conto solo delle percentuali inflattive e che sviluppi invece il welfare e le varie indennità.

«Riconoscere il diritto al rinnovo del contratto a questi lavoratori, soprattutto dopo il servizio svolto nel corso di questi ultimi anni, è oltremodo doveroso - chiosano Marta Casarin, Alessandro Bagagiolo e Siro Martini, rispettivamente segretari generali di FP CGIL, FIT CISL e Uiltrasporti -. Ed è ancora più urgente perché ricordiamo riguarda gli addetti di un settore strategico, che sarà valorizzato dagli investimenti europei legati al Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. È per queste ragioni, per riconoscere quanto spetta alle lavoratrici e ai lavoratori, che con lo sciopero dell’8 novembre si segnerà il passaggio di una vertenza che andrà avanti finché non raggiungeremo un esito positivo. Vogliamo con il presidio di fronte al municipio di Treviso mandare un chiaro messaggio alle nostre Istituzioni locali perché, proprietari delle utility del territorio, dicano la loro e intervengano per tutelare l’occupazione nonché i loro cittadini e famiglie. Contestualmente al presidio, a tal fine abbiamo chiesto al Sindaco di Treviso e presidente ANCI Veneto Mario Conte un incontro».

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