Martedì, 28 Settembre 2021

Addetti alle pulizie, sciopero in Piazza dei Signori: «Rinnovateci il contratto»

Venerdì 13 novembre la mobilitazione dei lavoratori insieme ai sindacati per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro multiservizi scaduto ormai da sette anni

È ormai oltremodo urgente definire trattamenti economici e normativi congrui e dignitosi per quei lavoratori occupati in molti appalti pubblici e privati ai quali viene applicato il Ccnl dei servizi integrati e multi servizi, scaduto ormai da 7 anni. Sono oltre 30mila in Veneto, circa 7mila nella sola provincia di Treviso, e operano nello svolgimento di servizi essenziali, come pulizie in ospedali, case di riposo, asili, scuole, università, uffici pubblici e postali, telecomunicazioni, banche, assicurazioni, centri commerciali, negozi, fabbriche. A sostegno della vertenza unitaria, nel trevigiano, dopo quello del 21 ottobre scorso, oggi venerdì 13 novembre, oltre allo sciopero proclamato a livello nazionale dalle sigle di categoria, si è tenuto il presidio dei lavoratori organizzato da Filcams Cgil in Piazza dei Signori a Treviso.

«Dopo sette anni, le dichiarazioni di disponibilità a concludere il rinnovo del contratto nazionale da parte delle associazioni datoriali sono solo parole, non seguite da comportamenti coerenti e da un cambio di impostazione nei contenuti - afferma il Segretario Filcams Cgil di Treviso Alberto Irone - Molte aziende del settore, che in modo rilevante si sviluppa in appalti pubblici, anche in questo periodo di emergenza sanitaria hanno incrementato in modo consistente il lavoro e i fatturati. Senza un rinnovo del contratto nazionale e relativi adeguamenti delle retribuzioni si continuerà a sfruttare il lavoro, il grande impegno e i sacrifici, la professionalità, la dedizione e la serietà proprio di quei lavoratori che sono tra i più essenziali. Lo sono sempre stati ma sono dopo lo scoppiare della pandemia il loro importante operato è stato messo in evidenza, ma ancora le parti datoriali non vogliono riconoscere a loro giusti diritti e dignità. Sono lavoratrici e lavoratori (il 70% del settore è rappresentato da donne), che hanno salari esigui, orari spesso ridotti, carichi di lavoro pesanti e condizioni difficili - conclude Irone - a causa delle quali spesso mettono a repentaglio la loro salute e sicurezza per garantire quella degli altri, di tutti noi».

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