Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Addetti alle pulizie, sciopero in Piazza dei Signori: «Rinnovateci il contratto»

Venerdì 13 novembre la mobilitazione dei lavoratori insieme ai sindacati per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro multiservizi scaduto ormai da sette anni

 

È ormai oltremodo urgente definire trattamenti economici e normativi congrui e dignitosi per quei lavoratori occupati in molti appalti pubblici e privati ai quali viene applicato il Ccnl dei servizi integrati e multi servizi, scaduto ormai da 7 anni. Sono oltre 30mila in Veneto, circa 7mila nella sola provincia di Treviso, e operano nello svolgimento di servizi essenziali, come pulizie in ospedali, case di riposo, asili, scuole, università, uffici pubblici e postali, telecomunicazioni, banche, assicurazioni, centri commerciali, negozi, fabbriche. A sostegno della vertenza unitaria, nel trevigiano, dopo quello del 21 ottobre scorso, oggi venerdì 13 novembre, oltre allo sciopero proclamato a livello nazionale dalle sigle di categoria, si è tenuto il presidio dei lavoratori organizzato da Filcams Cgil in Piazza dei Signori a Treviso.

«Dopo sette anni, le dichiarazioni di disponibilità a concludere il rinnovo del contratto nazionale da parte delle associazioni datoriali sono solo parole, non seguite da comportamenti coerenti e da un cambio di impostazione nei contenuti - afferma il Segretario Filcams Cgil di Treviso Alberto Irone - Molte aziende del settore, che in modo rilevante si sviluppa in appalti pubblici, anche in questo periodo di emergenza sanitaria hanno incrementato in modo consistente il lavoro e i fatturati. Senza un rinnovo del contratto nazionale e relativi adeguamenti delle retribuzioni si continuerà a sfruttare il lavoro, il grande impegno e i sacrifici, la professionalità, la dedizione e la serietà proprio di quei lavoratori che sono tra i più essenziali. Lo sono sempre stati ma sono dopo lo scoppiare della pandemia il loro importante operato è stato messo in evidenza, ma ancora le parti datoriali non vogliono riconoscere a loro giusti diritti e dignità. Sono lavoratrici e lavoratori (il 70% del settore è rappresentato da donne), che hanno salari esigui, orari spesso ridotti, carichi di lavoro pesanti e condizioni difficili - conclude Irone - a causa delle quali spesso mettono a repentaglio la loro salute e sicurezza per garantire quella degli altri, di tutti noi».

Potrebbe Interessarti

Torna su
TrevisoToday è in caricamento