Contratto scaduto da sette anni: mobilitazione davanti al Ca' Foncello

Servizi integrati e multiservizi: mercoledì mattina, 21 ottobre, lo manifestazione di lavoratori e sindacati fuori dall'ospedale. I segretari sindacali incontreranno il Prefetto

L'ospedale Ca' Foncello di Treviso (Foto d'archivio)

Mercoledì 21 ottobre alle 11.30 i segretari delle tre categorie sindacali Alberto Irone (Filcams Cgil), Patrizia Manca (Fisascat Cisl) e Siro Martini (Uiltrasporti) incontreranno il Prefetto di Treviso, per poi spostarsi alle 13.30 davanti all'ospedale Ca’ Foncello di Treviso. La mobilitazione andrà avanti fino a quando non si riattiverà il tavolo di confronto per giungere in tempi certi e brevi al rinnovo del contratto che assicuri aumenti economici congrui e la conferma dei diritti dei lavoratori.

La nuova protesta è nata intorno al Contratto nazionale dei servizi integrati e multiservizi scaduto da 7 anni. Manifestazioni nazionali e territoriali sono state annunciate in 40 città italiane (inclusa Treviso) per la giornata di domani. La grande manifestazione unitaria a Roma organizzata dai sindacati nazionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti a sostegno della vertenza che coinvolge gli oltre 600mila addetti del settore, di cui 30mila in Veneto e circa 7mila in provincia di Treviso. Inoltre, alle ore 13.30 i segretari generali delle sigle di categoria si sposteranno davanti all'ospedale Ca’ Foncello. Occupati in molti appalti pubblici e privati per lo svolgimento del servizio essenziale di pulizie in ospedali, case di riposo, asili, scuole, università, uffici pubblici e postali, telecomunicazioni, banche, assicurazioni, centri commerciali, negozi, fabbriche, i lavoratori e le lavoratrici chiedono con forza il rinnovo del contratto collettivo nazionale. «Sono gli stessi dipendenti delle imprese dei servizi in appalto e addetti alla sanificazione - stigmatizzano i sindacati trevigiani di categoria - che dalla scorsa primavera, nel dramma della pandemia, da invisibili sono diventati indispensabili, con l’aumento dei carichi di lavoro con orari e turni massacranti». Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti territoriali ribadiscono l’urgenza di definire trattamenti economici e normativi congrui e dignitosi per i lavoratori che, nonostante le gravi condizioni di lavoro, con grande senso di responsabilità in piena fase emergenziale e anche nella seconda ondata ormai conclamata, sono in prima linea, dimostrando l’importanza di un settore essenziale per la tenuta del sistema-Paese, garantendo la sanificazione e l’accessibilità di ospedali, scuole, uffici pubblici e privati, fabbriche, mezzi di trasporto. In particolare, i sindacati puntano il dito contro l’atteggiamento dilatorio di Anip Confindustria, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi, Agci Servizi e Unionservizi Confapi e ritornano al mittente le proposte imprenditoriali sui temi della flessibilità, dei diritti e dei costi a fronte di un aumento delle commesse e dei fatturati registrato durante la pandemia.

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