Rivoluzione per il commercio: arriva lo scontrino digitale

Giovedì 20 giugno all'Hotel Maggior Consiglio primo convegno sulle rivoluzioni in arrivo per l'impresa digitale. Capraro: «Le aziende si sono dimostrate smart, ora tocca allo Stato»

In foto: Federico Capraro

Arriva a luglio la nuova rivoluzione digitale per le imprese. Dopo l’emergenza 2017/18 imposta dall'adeguamento al nuovo Gdpr privacy, la corsa del 2018 per arrivare preparati alla fattura digitale, ora scatta l’ora dello scontrino digitale.

L’obbligo verrà introdotto dal 1 luglio per le imprese del commercio medio grandi con fatturati dai 400 mila euro in su, per tutti gli altri dal 1 gennaio 2020. Tecnicamente la novità prende il nome di corrispettivo telematico, viene emesso da un registratore di cassa telematico e, a differenza di quelli emessi dai registratori di cassa tradizionali, arriva direttamente all’Agenzia delle Entrate, con conseguenze dirette sull’immediatezza dei controlli. Una rivoluzione per il piccolo e medio commercio per la quale Ascom-Confcommercio Treviso sta preparando i propri soci, anche con un convegno informativo dedicato alle novità digitali, di giovedi 20 giugno al Maggior Consiglio di Treviso, dal titolo “l’evoluzione dell’azienda digitale” con interventi di relatori Seac e di esperti Confcommercio.

«Con oltre 250 soci iscritti - afferma il presidente di Ascom-Confcommercio Treviso Federico Capraro- abbiamo registrato il tutto esaurito. Da oltre un anno, stiamo conducendo i nostri soci verso il corretto approccio al digitale, alleggerendo l’impatto degli obblighi normativi e predisponendo adeguati percorsi formativi e servizi. Noi stessi abbiamo intrapreso un percorso di trasformazione ed intendiamo accompagnare i soci nell’evoluzione richiesta dal mercato con competenze, impegno e ricerca di nuove soluzioni. La spinta legislativa alla digitalizzazione è molto forte, e le imprese, anche quelle più piccole, hanno dimostrato di essere in grado di reggere l’impatto dei cambiamenti e delle rivoluzioni. Si sono adeguate senza traumi. Serve però una contropartita: in termini di snellimento burocratico, alleggerimento fiscale e accanimento dei controlli che stiamo richiedendo a livello nazionale. Se la digitalizzazione segna il passo del cambiamento, questo deve essere bilaterale. Non si può chiedere alle imprese di essere smart, restando sordi e rigidi come apparati statali. Le nuove regole devono valere per tutti». Il bilancio delle rivoluzioni digitali, secondo gli uffici tecnici di Ascom-Confcommercio Treviso, è positivo, pur nella complessità. Oltre 1400 contratti per l’accesso al portale della fatturazione digitale, che consente di utilizzare il canale Ascom come intermediario abilitato, hanno prodotto più di 200 mila fatture digitali, senza intoppi ed allarmi ridottissimi. Diverso invece l’adeguamento al Gdpr Privacy, che lascia ampio spazio alla discrezionalità ed all’interpretazione chiedendo “la misura adeguata”, per il quale gli uffici Ascom hanno predisposto un’apposita task force, garantendo la copertura di tutte le esigenze. L’ombra della privacy, per commercio, turismo, servizi e somministrazione, è ampia. Una prenotazione al ristorante o in pizzeria,, la richiesta di un menu specifico, una promozione via whatsapp possono, di fatto, mettere l’impresa a rischio sanzioni. Ed Ascom, per questo, ha predisposto format e servizi, adeguati, in grado di consentire a tutti il regolare svolgimento dell’attività.

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