«Le scritte di Yoko Ono sui muri del museo di Santa Caterina stanno scomparendo»

I messaggi d'arte lasciati dall'artista nel chiostro del museo sono finiti all'interno di una tesi di laurea che spiega come le scritte meritino di essere tutelate e preservate

In foto: una delle scritte lasciate da Yoko Ono al museo

Lo studio dell’opera “site-specific” realizzata da Yoko Ono sulle pareti del chiostro del museo di Santa Caterina a Treviso è stato scelto come tema di una tesi di laurea. A presentarla è stato Gianni Pavanel, 65enne di San Biagio di Callalta, ex dirigente d’industria, laureatosi nei giorni scorsi con 110 in "Storia e tutela dei beni artistici museali" presso l’Università di Padova. Titolo dell’originale tesi: “Yoko Ono al Museo Santa Caterina di Treviso (2007). Storia, tutela e valorizzazione delle opere”.

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«L’idea – spiega Pavanel, che nel dicembre 2016, all’età di 62 anni, aveva stupito tutti riprendendo gli studi e laureandosi una prima volta in Storia con una tesi su papa Wojtyla – è nata durante il mio stage che ho svolto lo scorso settembre presso il museo di Treviso e che mi ha permesso di conoscere meglio il rapporto che c’è stato tra l’ente e Yoko Ono. Il mio intento, con questa tesi, è quello di far conoscere le sue opere,  dando al turista un motivo in più per visitare il bellissimo sito museale di Santa Caterina».

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La tesi è uno studio sulla figura artistica di Ono e più in generale del movimento Fluxus in ambito internazionale, dei rapporti che ella ebbe con le figure venete di Francesco Conz (collezionista asolano degli anni ‘70) e Luigi Bonotto (proprietario di una delle piú complete collezioni sul movimento Fluxus). Analizza inoltre l’importante personale dell’artista svoltasi nel 2007 e pone l’accento sulla valorizzazione dell’unica opera “site-specific” presente sulle pareti del Chiostro Grande del museo. Una serie di scritte realizzate di pugno dall'artista che stanno via via sbiadendo e che, ad oggi, non sono segnalate al visitatore. Per arrivare a questo obiettivo Pavanel ha sviluppato un progetto, presentato in primis alla responsabile amministrativa del museo durante lo stage, poi inviato all'assessore alla Cultura del Comune di Treviso, e infine diventato un capitolo della tesi per la sua seconda laurea.

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