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Domenica, 26 Giugno 2022
Attualità Casier

Senza mascherina in chiesa: «Sono esente per malattia, non pagherò la sanzione» 

Parla Gabriella la donna che è stata multata domenica scorsa a Dosson di Casier perchè a messa senza dispositivi: «Lo Stato e la Chiesa hanno il dovere di difendere il diritto al culto e di concedere la Comunione. Con me documenti provanti la mia asma eppure mi hanno sanzionata ugualmente: effetto propaganda» 

E' finita alla ribalta delle cronache per essere entrata in chiesa senza mascherina e per essere stata conseguentemente multata e allontanata. L'episodio domenica scorsa a Dosson di Casier: protagonista Gabriella, una donna residente in zona. Dopo aver letto la sua storia su tutti i giornali, ci ha voluto fornire la sua versione dei fatti.

«Sono entrata in chiesa - esordisce la protagonista, fervente cattolica - facendo il segno di croce con l'acqua santa che mi sono portata via, inginocchiandomi. Non avevo la maschera sia per problemi reali di asma e di cuore sia perché ritengo doveroso per un cristiano entrare in chiesa senza la maschera per rispetto a Dio e alla Verità che condanna l'obbligo illecito di una maschera, per la quale non esistono prove di efficacia. Con quest'obbligo, la strategia appare quella di indurre tutti a sottoporsi volontariamente a quello che viene definito "vaccino": vorrei ribadire che per un cristiano è una terapia moralmente illecita, perché non testata e perché prodotta con adenovirus di scimpanzè su cellule modificate estratte a vivo dai bambini abortiti.» 

Gabriella spiega come ha vissuto l'arrivo delle forze dell'ordine: «Nel momento in cui il carabiniere, durante l'atto penitenziale, è entrato in chiesa per chiedermi di indossare la maschera (contravvenendo alla Costituzione), ho obbedito per non disturbare ulteriormente la funzione e ho indossato la maschera di stoffa arancione che portavo con me in tasca. Se anche mi hanno intimato di uscire, sono rimasta al mio posto in fondo la chiesa fin dopo la messa, con il permesso del parroco. Purtroppo, al momento della Comunione, il sacerdote che passava per i banchi ha voluto negarmi la Comunione, carcando di obbligarmi a prenderla con le mie mani non consacrate. Per me una cosa impossibile: una profanazione che non ho commesso per rispetto a Dio, obbedienza alla dottrina cristiana e alle norme della Chiesa Cattolica ribadite da tutti i papi». 

Infine Gabriella racconta l'accaduto dopo la funzione: «Una volta uscita, ai carabinieri che mi aspettavano, ho mostrato, oltre ai documenti, alcuni  referti medici che attestavano i miei reali problemi di asma e di cuore. Eppure il giorno seguente mi hanno trattata come una che ha commesso un reato, presentandomi la notifica della multa, che non pagherò, perchè gravemente ingiusta e contraria al diritto di culto cristiano, che lo Stato dovrebbe difendere». «Fa male constatare  - conclude - che tanti cristiani sembrano non essere in grado di difendersi dal plagio inferto quotidianamente da una certa propaganda di regime e da una parte della Chiesa in totale comunione con un governo che, per le azioni, appare totalmente ateo piuttosto che con Cristo, che travisa la verità per fomentare il terrore su un virus che, volendo, si può curare».

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