Dopo Ponzano anche Maserada e Carbonera revocano la convenzione dei servizi sociali

L'ex sindaco Anna Sozza attacca la Giunta maseradese: «Persa un’occasione importane di sinergia, servizi più efficienti e qualificati e ottimizzazione dei costi»

L'ex sindaco di Maserada, Anna Sozza

Lo scorso martedì 30 Luglio, anche il Consiglio comunale di Maserada sul Piave ha votato la revoca della convenzione sui Servizi Sociali associati, frutto di un percorso di studio lungo oltre sette anni, che ha coinvolto assistenti sociali, addetti ai lavori e amministratori dei comuni di Carbonera, Breda, Villorba, Ponzano e Povegliano, con l’obiettivo di offrire maggiore continuità di servizio ai cittadini, condividendo i costi. La neo amministrazione maseradese segue la revoca già confermata di Ponzano e Carbonera. Ma a rendere particolarmente insolita questa decisione è il fatto che solo un paio di mesi fa, nel Consiglio comunale del 9 Aprile, la stessa fu approvata all'unanimità, anche coi voti favorevoli dell'attuale Assessore ai Servizi Sociali Paolo Quinto e del consigliere comunale nonché capogruppo della maggioranza di governo, Nicholas Gasparini, allora consiglieri  di opposizione.

«L'assessore Quinto ha affermato candidamente, in sede di Consiglio, di aver votato allora senza neanche aver letto la Convenzione -tuona Anna Sozza, capogruppo dell'attuale gruppo di opposizione “Progetto Comune- Riteniamo che l’amministrazione abbia agito frettolosamente prendendo questa decisione a poche settimane dalle elezioni, tempo assai insufficiente, a nostro avviso, per studiare e approfondire la questione. Ci risulta difficile credere che tutti i consiglieri di maggioranza chiamati martedì sera a votare abbiano avuto il tempo di leggere la convenzione, lo studio di fattibilità e tutti i documenti prodotti  e accumulatisi in sette lunghi anni. Pretendiamo minore superficialità».

Le motivazioni addotte dal Sindaco neoeletto e approfondite con un intervento dell'Assessore ai Servizi sociali Paolo Quinto, sono sostanzialmente riconducibili alla “scarsa vicinanza” - sia in termini geografici che di dimensioni - con i Comuni coinvolti e ad una analisi costi-benefici che a fronte di un aumento dei primi di circa 9.000 Euro all'anno, non determinerebbe un significativo miglioramento dei servizi per i cittadini di Maserada. In un lungo intervento messo agli atti, prodotto dall'opposizione di Progetto Comune, sono state invece illustrate molte delle opportunità che la convenzione avrebbe offerto ai cittadini: dalla gestione associata del servizio pasti e assistenza a domicilio all'aumento delle ore di sportello e la messa in rete delle competenze delle assistenti sociali, solo per citarne alcune.

«Non dimentichiamoci che è la prima in assoluto di dimensioni così vaste in questo settore -prosegue Sozza- e avrebbe beneficiato di contributi regionali in questa fase di avvio. La Regione Veneto infatti valorizza ed incentiva le gestioni associate dei servizi comunali, in quanto ritiene sia una strada da perseguire per ottimizzare i servizi, tanto da farle impegnare delle risorse di bilancio sotto forma di contributi e finanziamenti». A nulla è valsa la richiesta della minoranza, di rinviare la discussione in un secondo momento, non essendoci alcun impegno economico imminente, per voler dare disponibilità ad un incontro con il Sindaco di San Biagio di Callalta che nei giorni scorsi ha invitato i Sindaci di Villorba, Breda, Maserada, Carbonera, Ponzano e Povegliano, a sospendere qualunque decisione manifestando la propria disponibilità ad entrare nel progetto. «La maggioranza si è dimostrata compatta e nonostante il voto contrario dei consiglieri di minoranza, anche Maserada da martedì è fuori dalla convenzione insieme a Carbonera, Ponzano e Povegliano, perdendo un’occasione importane di sinergia, servizi più efficienti e qualificati e ottimizzazione dei costi»: conclude Anna Sozza.

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