Servizio mensa, aumentano i costi: il Comune stanzia 230mila euro

Promessa mantenuta a Montebelluna: i prezzi aumentati per il nuovo servizio mensa nel rispetto delle norme anti-Covid non ricadranno sulle famiglie degli alunni iscritti

Mensa scolastica (Foto d'archivio)

Il Comune di Montebelluna riunitosi lunedì 19 ottobre in videoconferenza ha deciso di stanziare 230mila euro per coprire i maggiori costi per il servizio mensa connessi con la riorganizzazione necessaria al rispetto delle norme anti-Covid19.

La nuova modalità di ristorazione scolastica prevede infatti la consumazione del pasto in classe con vassoi sagomati in plastica nei plessi dove i refettori sono stati adibiti ad aule per la didattica, nelle scuole, invece, dove i locali mensa sono ancora utilizzabili, la capienza risulta limitata per garantire il distanziamento sociale a tavola e l’accesso avviene nel rispetto della doppia turnazione prevista. Questo comporta inevitabilmente dei maggiori costi, riconducibili sia all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, sia all’aumento dell’orario di servizio del personale addetto alla somministrazione. A questo si aggiungono altre voci tra cui l’uso di vassoi in plastica e di posate monouso e la sanificazione dei locali con detersivi idonei che comportano un aumento complessivo di 1.10 euro a pasto che sui 200mila pasti serviti nel corso dell’anno scolastico corrispondono a 230mila complessivi.

Interviene il sindaco, Marzio Favero: «La giunta ha fatto una valutazione politica e morale rispetto alle modalità con cui finanziare i maggiori costi del servizio mensa resisi necessari con l’emergenza Covid-19. La scelta era se scarica il maggior costo sulle famiglie e sul Comune e alla fine la scelta è stata quella di coprire i maggiori costi con le risorse del bilancio comunale. L’applicazione dei protocolli ministeriali ha comportato un lieve aumento dei prezzi applicati anche al servizio mensa rivolto agli utenti di Casa Roncato. In questo caso l’aumento è di 0.06 cent a pasto, che comportano una maggiore spesa di 500 euro all’anno, anch’essa finanziata dal Comune». Spiega l’assessore all’Istruzione, Claudio Borgia: «Il maggior costo di 1.10 euro a pasto è per ora un costo indicativo perché stiamo portando avanti la trattativa con Gemeaz per contenere ulteriormente i costi e si aggiunge al contributo già assicurato dal Comune alle famiglie per ciascun pasto. A fronte di un costo base di 4,89 euro, le tariffe a carico delle famiglie sono le seguenti: scuola infanzia 3,15 euro, scuola primaria 3,26 euro, scuola primaria di primo grado 3,40 euro. Ricordo - conclude Borgia - che da quest’anno le famiglie possono anche beneficiare delle nuove agevolazioni introdotte per la mensa che prevedono, oltre all’aumento del livello Isee da 17.721 euro a 19mila euro, anche una serie di scontistiche sulla tariffa del buono pasto».

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