Salvati dall'annegamento: sette nuovi cigni vengono al mondo

Il Centro di recupero Fauna Selvatica della Provincia di Treviso aveva salvato le uova prima che il Consorzio di Bonifica aprisse i canali di irrigazione

In foto i sette cigni

Rischiavano di annegare ma sono stati prontamente salvati dal Centro di recupero Fauna Selvatica della Provincia di Treviso. Sono sette nuovi cigni trevigiani le cui uova si sono schiuse all'oasi dei Quadris di Fagagna (in provincia di Udine) e i piccoli, accuditi in modo fraterno da altri pulcini di oca, sono pronti a spiccare il volo, magari per tornare a Motta di Livenza dove le loro uova erano state avvistate e prontamente salvate dal CRFS della Provincia di Treviso prima che il Consorzio di Bonifica aprisse i canali di irrigazione.

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Tutto ha inizio ad aprile 2020 quando una segnalazione del Consorzio di bonifica di San Donà di Piave e Portogruaro segnala la presenza di un nido di cigno reale (Cygnus olor) sulla riva di un canale di irrigazione in località Albano di Motta di Livenza. Il nido, contente 8 uova, pur essendo regolarmente accudito da due adulti, si trovava in estremo pericolo in quanto il Consorzio di bonifica si accingeva a mettere in funzione il canale per la successiva stagione irrigua. L’apertura delle paratie avrebbe fatto affluire l’acqua nel canale con conseguente innalzamento del livello di minima e allagamento del nido. Ecco allora il pronto intervento del Centro di Recupero Fauna Selvatica che ha effettuato il recupero delle 8 uova, in quanto anche un semplice spostamento del nido avrebbe compromesso la normale cova delle uova. Le uova sono state trasferite all'oasi dei Quadris di Fagagna dov’è presente un’incubatrice di dimensioni tali da poter gestire la nidiata. A maggio sette delle uova si sono schiuse e i pulcini di cigno sono stati affiancati ad altri pulcini di oca che han fatto loro da fratelli maggiori, guidandoli prima verso le mangiatoie e poi verso il laghetto. Nel corso del mese i sette piccoli cigni hanno imparato ad alimentarsi autonomamente e a sguazzare in acqua come se fossero stati in natura, ma in un ambiente protetto. Verranno successivamente ospitati all'interno dell’Oasi, in una situazione di semilibertà: se un giorno vorranno, una volta che il piumaggio si sarà formato completamente, potranno spiegare le ali ed andarsene. Per ora fanno sfoggio della loro bellezza in un parco che ospita diverse specie animali, domestiche e selvatiche, tra le quali spiccano Cicogne, Ibis eremita, Nitticore, e molte altre ancora.

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«Il Centro di Recupero Fauna Selvatica della Provincia di Treviso, che ha sede al Parco della Storga, è un'eccellenza del territorio - spiega Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso - e anche in pieno lockdown, siamo riusciti a salvare questi cigni che ora potranno dunque volare liberi». La collaborazione tra il Crfs di Treviso e l’Oasi dei Quadris è nata qualche anno fa in occasione de “Il Giorno della Cicogna”, evento che richiama moltissimi visitatori visto che durante la giornata vengono liberate le cicogne nate all'interno dell'oasi, ma anche altri animali riabilitati dalle cure ricevute ai centri di recupero.

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