«Silvia Romano? Impiccatela»: consigliere comunale sotto inchiesta

Nico Basso, consigliere comunale di minoranza di Asolo, è finito nel mirino della Procura di Milano per le sue dichiarazioni pubblicate sui social. Invito del sindaco a scusarsi

In foto il post pubblicato dal consigliere Nico Basso su Facebook

Il consiglio comunale di martedì 12 maggio ad Asolo non ha deciso le sorti del consigliere comunale di minoranza Nico Basso, finito nella bufera per i suoi commenti, pubblicati via Facebook, contro la giovane Silvia Romano rientrata in Italia dopo 18 mesi di prigionia in Kenya.

In molti si aspettavano l'annuncio delle dimissioni in occasione del consiglio comunale ma così non è stato e Nico Basso potrà dunque continuare a ricoprire il suo ruolo di consigliere di minoranza. "Impiccatela", "Libera da cosa?": sono solo alcuni dei commenti al veleno pubblicati sul profilo Facebook del consigliere. Dichiarazioni che hanno acceso un vero e proprio pandemonio non solo sui social ma in tutta Italia. Istituzioni e cittadini avevano chiesto a gran voce le dimissioni di Nico Basso. Durante il consiglio comunale di martedì sera il sindaco Mauro Migliorini ha invitato il consigliere a scrivere una lettera di scuse alla ragazza insultata dopo che, a inizio settimana, aveva affidato ai social un appello all'amico consigliere: «Carissimo Nico, ho avuto modo stamattina di vedere il post pubblicato sul rilascio della cooperante Silvia Romano. Non è mia intenzione entrare nel merito delle libere opinioni che ciascuno di noi da privato cittadino può farsi, tuttavia mi corre l’obbligo, quale Presidente del consiglio comunale e sindaco della città di Asolo, di ricordare a noi tutti che dal momento in cui sediamo nei tavoli del Consiglio, sia di maggioranza che di minoranza, non siamo più solo privati cittadini ma rappresentanti delle istituzioni dello Stato Italiano e della comunità della nostra città. Asolo è da sempre una città che nel suo dna porta libertà e accoglienza - ha concluso Migliorini - esternazioni d’odio, offese alla dignità e alla vita non sono contemplabili nè accettabili se vogliamo avere rispetto per noi come pubblici rappresentanti del consiglio comunale e come cittadini della nostra comunità».

L'inchiesta della Procura di Milano

Le dimissioni di Basso, dunque, non sono ancora arrivate ma, nel frattempo, la Procura di Milano (Comune di residenza di Silvia Romano) ha aperto un'inchiesta per minacce aggravate sulle frasi del consigliere asolano che ora potrebbe essere perseguito legalmente per le sue esternazioni. Come riportato da "La Tribuna di Treviso", Basso sostiene di non aver ricevuto nessun avviso dalla Procura milanese ma di non essere preoccupato anche nel caso di una possibile inchiesta nei suoi confronti. Martedì sera, poco prima dell'inizio del consiglio comunale, il consigliere è stato raggiunto dai microfoni de "La Zanzara", nota trasmissione radiofonica, dove ha ribadito le sue posizioni dichiarando che «"Impiccatela" era un termine usato in senso figurato». Non solo, il consigliere ha spiegato di non aver cancellato nulla di quanto pubblicato sul suo profilo Facebook (sono state le centinaia di segnalazioni arrivate dagli utenti che hanno portato il social a rimuovere i post del consigliere). Alla fine Basso si è rifiutato di scusarsi pubblicamente in diretta per quanto scritto, riattaccando il telefono non appena le domande dei conduttori Cruciani e Parenzo avevano iniziato a farsi più insistenti.

Il podcast e l'intervista al consigliere comunale sono ascoltabili a questo link a partire da: 1 ora e 11 minuti dall'inizio.

Il messaggio del Comune di Asolo

«Non dovrebbe essere necessario distanziarsi da certe affermazioni e da certe posizioni. Il rispetto per ogni persona, per ogni essere umano, il buonsenso e la cultura civica, intrinseca in ognuno di noi, dovrebbe impedire certe esternazioni».

Inizia con queste parole il messaggio che il Comune di Asolo ha dedicato in queste ore a Silvia Romano dopo le mancate scuse del consigliere comunale di minoranza Nico Basso. «Come amministrazione comunale - continua la lettera - ci troviamo qui a dover prendere le nette distanze da quanto affermato dal consigliere di minoranza Nico Basso. Un distanziamento e un ripudio totale di quanto enunciato dal consigliere nei suoi canali social condiviso dall’intero gruppo di maggioranza Per Asolo di cui l’amministrazione è emanazione. Asolo è definita la città dai 100 orizzonti, orizzonti che metaforicamente si estendono all’infinito invitando e accogliendo chiunque. Asolo, come ha ricordato il sindaco Mauro Migliorini nel suo intervento durante il consiglio comunale di martedì sera, è una città inclusiva. Una città che ha ospitato e adottato in maniera pacifica, nel pieno rispetto reciproco, diversi gruppi e diverse etnie nel corso della sua storia centenaria. Abbiamo, ad esempio, recentemente celebrato l’ospitalità data ai rifugiati vietnamiti. Ma andando indietro nella storia abbiamo dato ospitalità agli armeni, agli ebrei. Ospitalità, apertura, inclusione e rispetto per le diversità. Sono queste le parole che definiscono e contraddistinguono Asolo e i suoi cittadini. Sono valori intrinsechi della nostra città, sedimentati nel nostro dna. È proprio il perseguire questi imperativi che spinge la nostra amministrazione e il nostro gruppo ad esprimere piena solidarietà e vicinanza a Silvia Romano. Con questoe parole quindi ci rivolgiamo quindi a te, cara Silvia, permettendoci di usare un tono colloquiale: bentornata a casa».

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