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Sciopero alla Sirti (Foto d'archivio)

Sciopero alla Sirti (Foto d'archivio)

Sirti replica ai sindacati: «Agito nel rispetto delle norme sullo sciopero»

In una nota ufficiale la direzione dell'azienda, con stabilimento a Mareno di Piave, risponde alle accuse della Fiom Cgil trevigiana e chiarisce la sua posizione

Dopo le polemiche della Fiom Cgil per un presunto comportamento "anti sindacale" di Sirti, sulla recente delibera della Commissione nazionale di sciopero nei servizi pubblici essenziali, l'azienda ha deciso di ribattere con una nota ufficiale riportata qui di seguito:

«La nostra società ha sempre riconosciuto il diritto dei propri dipendenti, e dei sindacati, di manifestare il proprio pensiero e di esercitare il diritto di sciopero, che è consentito purché sia garantito il rispetto delle norme di legge. Sirti è impegnata ogni giorno a garantire con i propri servizi e il proprio operato il funzionamento delle infrastrutture di rete che, soprattutto nell’attuale emergenza sanitaria, hanno assunto il ruolo di elemento imprescindibile per il funzionamento dell’intero Paese.

Qualunque azienda operante nel settore dei "servizi essenziali" ha il diritto e il dovere di avvalersi della relativa disciplina, nel momento in cui teme che l’utilità del servizio pubblico reso alla collettività rischi di essere compromesso da un esercizio disorganico e scomposto di un diritto altrettanto importante quale quello di sciopero. In questo senso, Sirti ha agito in perfetta sintonia con le norme in materia di regolamentazione dello sciopero nei servizi pubblici essenziali, che tutelano e garantiscono l’esercizio del diritto allo sciopero del personale dipendente preservando allo stesso tempo anche gli interessi dell’utenza finale, non certo gli interessi della società datrice di lavoro che è solamente tenuta a garantire l’espletamento delle proprie attività.

La società ribadisce anche in questa sede di aver sempre mantenuto una politica di particolare attenzione verso le proprie persone, come dimostra tra le altre cose la decisione, durante la fase di lockdown, di anticipare il trattamento di Casa Integrazione Guadagni previsto nel decreto legislativo "Cura Italia" e la messa a disposizione di una molteplicità di misure aggiuntive, non previste dalla legge, onde venire incontro al personale che non ha mai smesso di lavorare per tutta l’emergenza, proprio in quanto impegnato a garantire la tenuta della infrastruttura di rete nazionale, servizio quanto mai essenziale e di massimo interesse pubblico».   

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