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In foto il presidio delle lavoratrici davanti alla sede di Treviso (Foto tratta da Facebook)

In foto il presidio delle lavoratrici davanti alla sede di Treviso (Foto tratta da Facebook)

La Nostra Famiglia: sit-in dei lavoratori davanti alla sede di Treviso

Lunedì mattina il presidio del capoluogo di Marca è stato teatro della protesta di lavoratrici e lavoratori contro i nuovi contratti. Supporto del sindaco e dei sindacati

Lunedì 17 febbraio i lavoratori e le lavoratrici de La Nostra Famiglia si sono dati appuntamento davanti alla sede del capoluogo di Marca per una mattinata di protesta contro i nuovi contratti di lavoro che la cooperativa vuole adottare portando a due ore settimanali in più il carico di lavoro senza nessun aumento di stipendio per i dipendenti. Una decisione che, nei giorni scorsi, aveva sollevato numerose contestazioni da parte dei sindacati, dando il via alla mobilitazione dei dipendenti in tutta la provincia di Treviso.

Il commento del sindaco di Treviso

«Questa mattina ho portato il mio sostegno ai lavoratori de La Nostra Famiglia, centro che svolge un servizio prezioso e instancabile per le persone con disabilità e le loro famiglie, che stanno manifestando per la modifica delle condizioni contrattuali. Farò il possibile, ad ogni livello, affinché il lavoro, la professionalità e l’impegno di questi terapisti che regalano speranza, sorrisi e una nuova vita a tanti bambini vengano riconosciuti» ha scritto dalla sua pagina Facebook il primo cittadino, Mario Conte.

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Il supporto di Rifondazione Comunista Treviso

«È intollerabile quanto sta accadendo a La Nostra Famiglia. Il cambio unilaterale e autoritario di contratto da parte dell'azienda, è una gravissima lesione alla condizione degli addetti  ed è un attentato al diritto. È inammissibile il passaggio peggiorativo sul piano salariale e dell'orario dal CCNL "sanità privata" a "residenze sanitarie assistenziali". Rifondazione Comunista è e sarà al fianco di lavoratrici e lavoratori e della loro rappresentanza sindacale in questa lotta. Supportiamo lo stato di agitazione che dura da giorni e che oggi vede un presidio a Treviso. Solo unendoci in lotte determinate e intransigenti possiamo riuscire a rimettere la condizione del lavoro in testa all'agenzia di istituzioni che oggi trascurano questo tema, come sta facendo la Regione Veneto in questa importante partita. #FacciamoComeinFrancia , lottiamo per recuperare salari e diritti che ci sono stati tolti dai vari governi, populisti e liberisti, servi di chi sfrutta e opprime i lavoratori».

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