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Sabato, 21 Maggio 2022
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Aria irrespirabile, il sindaco invita le scuole a evitare la ricreazione all'aperto

L'invito ai dirigenti scolastici arriva dopo i continui sforamenti degli ultimi giorni visto che i livelli di Pm10 in città sono ben oltre i limiti consentiti

A Treviso l'aria in questi ultimi giorni è "irrespirabile". A dirlo sono i dati delle centraline dell'Arpav che ormai da mercoledì segnalano costantemente sforamenti dei limiti nei valori delle Pm10. Un risultato negativo che ha portato il sindaco di Treviso, Mario Conte, ad invitare i dirigenti scolastici della città a vietare temporaneamente le ricreazioni esterne degli studenti, soprattutto di quelli delle materne che non hanno ancora l'obbligo di indossare la mascherina all'aperto. Una soluzione dettata anche dal fatto che nel trevigiano non ci dovrebbero essere precipitazioni per almeno un'altra settimana, tanto che l'aria potrebbe rimanere così inquinata "a lungo". L'appello è quindi quello di pensare ad iniziative sostitutive in ambienti areati. Inoltre, in primo cittadino chiede ai cittadini di risparmiare sul riscaldamento delle abitazioni e limitare il più possibile gli spostamenti con l'auto. In ogni caso, per cercare di abbassare i livelli di Pm10, oggi va in scena la consueta domenica ecologica.

L'opinione di Gigi Calesso di Coalizione Civica per Treviso

"La possibilità di chiedere alle scuole di far svolgere ai bambini la ricreazione all’interno degli edifici perché all’esterno l’aria è "irrespirabile è senz’altro un atto di responsabilità del Sindaco che, per una volta, assume piena consapevolezza della pericolosità degli elevati livelli di inquinamento atmosferico in città e agisce di conseguenza. Mi chiedo, però, se debbano essere i bambini a pagare il prezzo delle scelte politiche inadeguate che sono state compiute finora in materia di contenimento dell’inquinamento atmosferico, a livello comunale, regionale e nazionale. In questi due anni i bambini sono già stati provati dalla DAD e dalla riduzione delle attività sportive e ricreative e dei rapporti sociali dovute all’esigenza di ridurre le possibilità di contagio e sappiamo bene come queste situazioni pesino sui più piccoli, non mancano certo le ricerche e gli studi scientifici che lo confermano".

"Anche nella, pur minima, questione della ricreazione all’interno degli edifici scolastici sono loro a pagare il conto della inadeguatezza degli adulti, della incapacità di modificare abitudini consolidate di vita domestica e di mobilità ma, soprattutto, della insufficienza delle scelte amministrative e politiche per il contenimento e la riduzione delle sostanze dannose nell’aria che respiriamo. Sono certamente insufficienti le normative europee, nazionali e regionali in materia e sappiamo bene che l’inquinamento atmosferico è un problema che non si può affrontare certo nella piccola area territoriale di un comune".

"Ma non possiamo neppure dimenticare che i provvedimenti di questa amministrazione comunale in materia hanno sempre dato l’impressione che si volesse “timbrare il cartellino”, fare il minimo indispensabile per rispettare gli obblighi di legge, invece che impostare una politica di cambiamento, di concreto contrasto all’inquinamento atmosferico, pur nella consapevolezza che le decisioni prese a livello comunale possono dare solo un modesto contributo alla soluzione del problema. Ma, se si vuole essere credibili quando si chiedono cambiamenti di comportamento ai cittadini, è necessario aver fatto tutto quello che si poteva fare come amministratori".

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