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Sparatoria a Santa Bona: «Sfratti per chi non ha diritto di stare nelle case popolari»

Giovedì 11 febbraio il vertice in Prefettura. Mario Conte, sindaco di Treviso: «Vogliamo scongiurare il rischio di possibili regolamenti di conti. Controlli della Finanza»

 

La sparatoria a Borgo Capriolo di lunedì 8 febbraio continua a far discutere. Questa mattina, giovedì 11 febbraio, si è tenuto un vertice in Prefettura a Treviso tra il sindaco Mario Conte, il Comandante della Polizia locale, Andrea Gallo, e il Prefetto Maria Rosaria Laganà.

Due i temi al centro dell'incontro: primo tra tutti lo sfratto dagli alloggi popolari di tutte le persone non in regola: «Come avevo annunciato - spiega il primo cittadino - stiamo organizzando i primi controlli in Borgo Capriolo per verificare che le assegnazioni degli alloggi popolari corrispondano. Dopodiché procederemo in sinergia con la Guardia di finanza e altre forze dell'ordine a una serie di altri controlli legati alla sicurezza sui residenti di Borgo Capriolo. L'obbiettivo è tutelare tutte le persone perbene che occupano regolarmente gli alloggi del Comune e dell'Ater. Treviso non è una città dove si può fare quello che si vuole. Chi non è assegnatario degli alloggi non può stare nelle case popolari e dovrà essere sfrattato» ha annunciato il primo cittadino.

L'altro tema all'ordine del giorno è stato il rischio di possibili regolamenti di conti dopo la sparatoria. «Violenza chiama violenza: potrebbero esserci ripercussioni nei prossimi giorni. Adesso bisognerà capire le condizioni di salute del ferito e come si esprimerà la Giustizia sulla persona che ha sparato. Stiamo tenendo costantemente monitorata la situazione» conclude il sindaco.

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