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Treviso, il settore dello sport dilettantistico protesta in piazza

Mario Sanson, nuovo delegato provinciale Coni di Treviso, annuncia il presidio che si terrà sabato 8 maggio in Piazzetta Aldo Moro dalle ore 11 alle 11.40: «Lo sport non può morire»

Mario Sanson

Il Coni Veneto, insieme al Comitato italiano paralimpico regionale e al Coni di Treviso, hanno organizzato una nuova mobilitazione del mondo dello sport per protestare contro la situazione critica in cui versa da mesi il settore dello sport dilettantistico.

Difficoltà non solo di ordine economico (affitti, utenze, sanificazioni, minori introiti dagli sponsor e dalle quote) ma anche legate ad aspetti sociali e psicologici che stanno colpendo i ragazzi con un calo di adesioni, sintomo di un abbandono precoce. Il presidio, inizialmente previsto in Piazza dei Signori, si terrà in Piazzetta Aldo Moro dalle 11 alle 11.40 . Tra i partecipanti ci saranno i delegati delle varie federazioni sportive ed enti di promozione oltre a varie associazioni sportive con i loro atleti. Saranno presenti anche il sindaco di Treviso, Mario Conte, e l'assessore allo Sport, Andrea De Checchi. La manifestazione si svolgerà in contemporanea in altri sei capoluoghi di provincia del Veneto nel pieno rispetto delle norme anti-Covid.

Mario Sanson, nuovo delegato provinciale Coni di Treviso, spiega: «Il vero problema dello sport italiano oggi è la base. Quella che è rimasta isolata, chiusa in casa, lontana dagli impianti sportivi. Sono tutti quei ragazzi che non sappiamo se vorranno riprendere l'attività, quelli che hanno avuto il tempo di disaffezionarsi. Sono tutte quelle Associazioni Sportive che non sappiamo se riapriranno. Se ci dimentichiamo di loro fra qualche anno avremo un paese diverso e non sarà migliore. Vogliamo esternare il disagio dello sport in questo particolare periodo. Lo sport lavora, non protesta. Si arrangia a risolvere i propri problemi finchè può. Adesso non puo' più fare altro, solo essere salvato o morire. Nessuna polemica, dunque, vogliamo solo sensibilizzare e sottolineare l'importanza dello sport nel contesto sociale. Tutti devono sapere, tutti possono fare qualcosa: lo sport non può morire, lo sport deve continuare».

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